Un giorno a Milano: l'antologia di racconti noir meneghini

Vent'anni dopo la Scuola dei Duri, la casa editrice Novecento propone una nuova antologia di racconti per la collana "Calibro 9".

La tradizione del noir milanese è di quelle importanti: Giorgio Scerbanenco, caposcuola, Renato Olivieri e ovviamente Andrea G. Pinketts. Proprio da quest'ultimo era nata la Scuola dei Duri - rivisitazione meneghina dei romanzi hard boiled newyorchesi di Mickey Spillane, Raymond Chandler e Dashiell Hammett - nel 1993 in Corso Garibaldi, dove Pinketts era (è?) solito bazzicare. "Scuola" che aveva pubblicato l'antologia "Crimine, i racconti della scuola dei duri", edita da Stampa Alternativa.

Sono passati vent'anni esatti e quindi qualcuno deve aver pensato che fosse anche ora di far tornare in auge un genere, quello del noir meneghino, a cui tanti milanesi sono affezionati. Questo "qualcuno" è la casa editrice Novecento, che nella sua collana Calibro 9 pubblica una nuova antologia, "Un giorno a Milano", con introduzione proprio di Andrea G. Pinketts.

Lo scrittore presenta il libro così: "Milano è la fidanzata che si sveglia presto anche se ha dormito poco. Lo stesso tempo di sonno alcolico, o causato da una botta in testa, che condividono i suoi amanti". Al di là del fatto che, quando si parla di Pinketts, un riferimento alcolico non manca mai, l'antologia è costituita da nove racconti ambientati tutto lo stesso giorno: il 12 novembre.

Racconti ambientati ovviamente all'ombra della Madonnina, ma tutti in un quartiere diverso: Lambrate, Navigli, Duomo, Centrale, ecc. Coincidenza vuole che proprio oggi sia uscita una nuova sorta di mappa della criminalità milanese, che è anche un po' ciò che traccia questo libro, alle prese con i più classici antieroi noir (ce li immaginiamo un po' tutti armati di nichilismo e alle prese con un fegato distrutto): ex mercenari, detective, ecc.

Non che resta che elencare gli autori di questi nove racconti: il trio Riccardo Besola, Andrea Ferrari e Francesco Gallone, Andrea Carlo Cappi, Stefano Di Marino, Giuseppe Foderaro, Francesco G. Lugli (quella "G." deve portare bene), Giancarlo Narciso, Ferdinando Pastori, Francesco Perizzolo, Paolo Roversi.

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