Recensioni: il "Beda House" pub di via Murat


Dieci anni fa questo piccolo isolato tra viale Marche e via Murat ospitava un meccanico e un carrozziere; era una struttura vecchia di ottant’anni bisognosa di lavori di ristrutturazione. Il signor Gigi Beda nel 2001, alla ricerca del luogo giusto per aprire la propria attività, ci vide non dei ruderi ma il proprio locale e acquistò gli spazi verso il viale. A ottobre 2002 dopo un anno di lavori, inaugurava la prima parte del “Beda” in stile vittoriano con la sua facciata in legno nero, verde e giallo, davvero insolita e unica nella nostra città; iniziava così un progetto che ha visto nel tempo la creazione di un giardino interno e anche di una nuova sala che richiama un ambiente gotico e che alla fine di quest’anno sarà completato con una nuova e ultima sala… Conosciamo un po’ meglio il “Beda House”, via Gioacchino Murat 2, 20159 Milano, 02 603282.

Ispirato esternamente a un pub di Dublino realmente esistente, il “Beda” è un locale che può ospitare duecentocinquanta persone e richiama per dimensioni e arredamento i grandi pub anglossassoni. Paradossale dato che il signor Gigi non è mai stato né in Inghilterra né in Irlanda, se glielo domandate risponderà che l’ha costruito così perché gli piace lo stile e non crede molto agli american bar. Con una sola occhiata, dall’ingresso si apprezza il lungo bancone e la vasta sala; le luci sono soffuse e l’ambiente come da tradizione è pieno di oggetti appesi alle pareti. Dal 2006 è stata aggiunta un’ulteriore sala realizzata in stile gotico dagli architetti e artigiani che hanno lavorato anche a Gardaland; nel giardino d’estate invece tra panni stesi, fiori e una fontana con i pesci rossi ci si può gustare con calma una birra, magari osservati da un grosso gorilla. Avrete capito che è un posto insolito. L’intervista inizia dopo il salto.

Il nome richiama un monaco benedettino inglese dell’VIII secolo…
Ma è una pura coincidenza! E’ un nome orecchiabile, vero? In realtà è semplicemente il mio cognome, Beda. Sono originario di Lecce ma a Milano vivo e lavoro da quarant’anni. Quando ho pensato a come chiamare il locale poi mi sono rifatto anche al mio passato, al Beda Bazaar che dagli anni Settanta ai Novanta ha fatto conoscere i veri fuochi artificiali ai milanesi. Ancora adesso ci sono clienti che dopo la serata mi avvicinano e mi fanno: “Ma lei è lo stesso signor Beda che aveva il negozio di fuochi d’artificio in viale Fulvio Testi? Ma sa che da piccolino i miei genitori per Capadanno mi portavano a comprare i botti da lei?”.

Che tipo di clientela avete?
Abbiamo di tutto un po’: dal diciottenne al sessantenne e molte coppie che vogliono passare due ore tranquille. Poi vengono gruppi di sole ragazze che sanno che nel nostro locale, a differenza di altri simili, possono fare serata senza essere importunate. E’ una cosa a cui tengo molto. Allo stesso modo preferisco far attendere i clienti fuori dal locale se non c’è posto subito, questo per non arrecare disturbo a chi è già seduto ai tavoli ed evitare che ci sia gente in piedi ad aspettare. Quando i clienti entrano vengono accompagnati in una zona o l’altra del “Beda”: c’è il posto adatto per due persone come per compagnie di dieci, venti giovani.

Cosa posso prendere da mangiare e da bere?
Avrà visto, noi abbiamo una lista abbastanza ampia. Non siamo un ristorante, a mezzogiorno siamo chiusi, ma la sera abbiamo tutti i piatti tipici da pub grazie alla nostra cucina – serviamo dagli hamburger con patatine fritte fino ai panini e alle piadine – e poi da bere ci sono birre irlandesi ma anche cocktail. Abbiamo provato due anni fa a organizzare l’Happy Hour ma l’esperimento non ci ha convinto; era venuto bene, in grande stile con molta gente, ho ancora le foto – ci dice il signor Beda – ma come si dice: “Meglio fare poco ma farlo bene”.

Da passante ho notato che la facciata del locale ogni tanto “sbuffa”…
Sì, quegli sbuffi sono in realtà vapore acqueo. Abbiamo iniziato a usare l’acqua nebulizzata per rinfrescare il giardino, aiuta sensibilmente a diminuire l’afa ed è un metodo che trova in genere nei grandi parchi di divertimento. L’effetto scenografico mi ha suggerito poi di utilizzarlo su tutto il fronte strada. Per la sua particolarità il “Beda” si presta anche allo spettacolo, è apparso per esempio nell’ultimo film di Aldo, Giovanni e Giacomo “Il Cosmo sul comò”, oppure ci hanno chiesto la disponibilità degli interni per alcuni spot pubblicitari o set fotografici, l’ultimo ha visto protagonisti i “Bastard Sons of Dioniso” di X Factor.

Lei ha proprio una passione per le soluzioni scenografiche o gli oggetti insoliti…
Tutto quel che trova appeso, oppure in giardino, vado a recuperarlo personalmente, tempo a disposizione permettendo. Sono la disperazione di mia moglie, mia compagna insostituibile sia di vita sia nella conduzione del negozio. Arriva a nascondermi gli inviti che mi mandano per il Macef pur di limitare questo mio amore per l’oggettistica – sorride il signor Beda. Quando suona il corriere alla nostra porta per consegnarmi un nuovo gadget borbotta: “Cos’hai preso stavolta?”. “Ma no, poi dopo lo vedi”, le rispondo…

Il “Beda House” è aperto tutte le sere fino alle due di notte ed è chiuso solo il mese di agosto. Le birre vanno dalla Guinness alla Harp passando dalla Kilkenny, la media costa 5,50€ come nella maggior parte dei locali milanesi. Se da dopo l’Erasmus a Cork o quei mesi passati a Londra avete nostalgia dei piatti a base di carne di maiale e patate tipici da pub qui li troverete (12€) mentre se volete stare più leggeri i panini non mancano (6€). Se non ci siete mai stati e sono riuscito a incuriosirvi abbastanza è davvero un posto inusuale.

Sala vittoriana

Beda House
Sala vittoriana
Giardino d'estate/1
Giardino d'estate/2
Sala gotica

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