No alla sala slot, un intero quartiere si mobilita

Un intero quartiere si mobilita contro l'apertura di una nuova sala slot. Quasi duemila firme e la partecipazione della parrocchia di zona contro la ludopatia e le false speranze per i disperati.

In quel negozio, una volta, si vendeva abbigliamento per le future mamme e tutto il necessario per i bimbi in arrivo. Una volta, perché adesso nello stabile che si affaccia su Corso Vercelli si sta approntando una sala slot di tre piani.

Il tutto in barba agli spot con i sindaci che ci mettono la faccia schierandosi contro la ludopatia e le sale giochi. Alla faccia di una legge regionale, appena approvata, che pone qualche limite, prova a scoraggiare, premia i virtuosi ma che, evidentemente, non può fare un gran che.

I residenti del quartiere però non ci stanno e hanno raccolto ben 1800 firme. I più combattivi sono i condomini del civico 4 di Via Cimarosa che hanno ottenuto un'ordinanza del tribunale che ha bloccato l'apertura del nuovo esercizio per violazione del regolamento condominiale. Ma il quartiere tutto, la parrocchia e le comunità della zona si sono mobilitati contro la nuova sala slot che sarebbe la terza nata nei dintorni in poco tempo.

La parrocchia, che ha dato voce e spazio alle istanze dei residenti è quella di San Pietro in Sala di Piazza Wagner. Il parroco spiega che è necessario evitare di cavalcare la crisi in modo immorale, che offra una soluzione fittizia ai problemi dei disperati, di chi non ce la fa più.

Grande anche il lavoro dell'associazione dei commercianti di Piazza De Angeli e dintorni.
Queste le parole del presidente Rosangela Bistolfi:

Lì vicino ci sono tre scuole, la biblioteca, due gelaterie. Tutti centri di aggregazione giovanile. E via Marghera è piena di negozi. E' come se il commercio locale avesse mandato alla sala giochi merce pronta per l'uso. Lamentiamo l'assenza della politica, sia del consiglio di zona sia del Comune. Ci hanno detto che avevano le mani legate. Un grande aiuto ci è invece arrivato dalla questura, da Confcommercio e da David Gentili, presidente della commissione antimafia del Comune di Milano. Ora però tocca al Parlamento fare una legge seria

Una battaglia che coinvolge un quartiere intero insomma. Persone che spronano la politica a fare di più, a capire e a comprendere le vere necessità dei cittadini che, spesso, si trovano a essere da soli.

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