I Milanesi tra Junk Food e dieta mediterranea. La ricerca dell'Associazione Italiana Dietetica



Proprio ieri il nostro Gabriele è rimasto folgorato dall'apparizione di un "Hot doggers", i baracchini che infestano Londra e New York e che anche da noi stanno facendo la loro timida comparsa. Un caso, o forse un segnale. Vero è che i nostri pasti sono sempre più fast e meno light. Complice la vita frenetica che si conduce in città. Si trangugia velocemente al fast food, una pizza, un gelato o quello che capita.

Una tendenza ufficializzata da uno studio che bolla i milanesi (e i lombardi) come "cattive forchette". Una ricerca svolta dalla sezione lombarda dell'ADI (Associazione Italiana Dietetica e Nutrizione Clinica) su un campione di 1.377 adulti lombardi (847 donne e 530 uomini), per verificare il grado di adesione della popolazione a uno stile di vita 'sano'. Il quadro che ne e' emerso e' definito "preoccupante".

Dall'analisi dei dati raccolti si rileva infatti che i lombardi, rispetto alla media degli italiani, sono più inclini al consumo di 'junk food', il cosiddetto 'cibo spazzatura', costituito da snack, merendine, bevande dolci e via dicendo, alimenti molto energetici, ma ricchi di calorie 'vuote' che non nutrono in modo corretto

Dai dati raccolti sembrerebbe che la dieta mediterranea non è esattamente seguitissima. In pratica L'apporto calorico derivante da alimenti della dieta mediterranea in Lombardia è solo del 53, contro il 56% del resto degli italiani, mentre quello derivante da prodotti che non fanno parte della dieta mediterranea e' del 47% contro il 44%.

  • shares
  • Mail
5 commenti Aggiorna
Ordina: