Recensioni: in via Savona al Ciriboga per una serata a due


Nasce nel 1999 da un gruppo di amici abitanti in zona che mettono in piedi un’associazione culturale con la precisa intenzione di aprire un ristorante. Una ex-legatoria viene così completamente rivisitata per ospitare un’unica grande sala con tanti tavolini, un bel bagno colorato e la cucina dove agli inizi si tentavano sperimentazioni culinarie ardite affinate poi nel tempo per avere piatti non troppo particolari ma neppure troppo classici. Ma se vi ricordate un “Ciriboga” freak arancione e marrone e con una pedana siete rimasti a una sua incarnazione precedente e dovete tornarci per vederlo ora tutto bianco e lavanda, pieno di fiori, lampade e paraventi. È un posto che con Milano ha ben pochi legami ma che ha saputo trovare milanesi e non milanesi che lo amano proprio per il suo ambiente familiare e la sua cucina libera da pregiudizi… Prenotiamo dunque ed entriamo al “Ciriboga”, via Savona 10, 20144 Milano, 02 8322496.

La prenotazione è vivamente consigliata perché il locale ha quaranta coperti circa e nel fine settimana tra affezionati e nuovi avventori si fa presto a telefonare e trovare tutto occupato. Il “Ciriboga” è prediletto dalle donne – ci dice Barbara che conduce il locale e troverete ad accogliervi –, dalle coppie e dai piccoli gruppi di amici; è un buon posto per ritrovarsi in intimità, dove sono state organizzate un centinaio di feste di compleanno e anche un matrimonio. Spesso persone legate da vincoli d’amicizia ma che non si vedono da anni si rincontrano qui per caso e succede sia a cena sia a pranzo che entri un cliente al “Ciriboga” e subito saluti un altro già seduto al tavolo vicino. È il genere di ristorante che se viene incontro ai vostri gusti e al vostro modo di pensare non abbandonerete più, anzi diverrà un vero e proprio punto di riferimento. L’intervista inizia dopo il salto.

Il nome del locale mi ha sempre incuriosito…
È la traslitterazione di un’antica parola basca: txiriboga. Con questo termine nei Paesi Baschi si indicavano le locande tradizionali – ma ormai sono andate perdute anche là – che al viaggiatore offrivano un pasto caldo e un tetto per dormire. Hai presente il “Puledro Impennato” di Brea, dove si ferma la Compagnia dell’Anello di Tolkien? Ecco, una locanda così. Il “Ciriboga” vuole essere una versione attuale di questo luogo di ristoro lontano nel tempo, aggiornato però ai nuovi percorsi degli stanchi viandanti di oggi. Adesso a Bilbao mi hanno detto che ha aperto un ristorante con questo nome ma sempre in chiave moderna.

Siete aperti anche a pranzo?
Il “Ciriboga” non ha avuto da subito questa vocazione, era ed è principalmente serale. Ma da gennaio 2008 abbiamo voluto dare più continuità e regolarità al locale e anche a mezzogiorno da un anno e mezzo ci trovate aperti. I piatti sono ispirati a quelli della sera, più semplici per velocizzare il servizio perché la gente deve tornare al lavoro e non ha molto tempo. Ma i nostri clienti sanno di entrare in un ristorante, non in un bar, e possono scegliere tra quattro/cinque alternative di piatti fatti al momento. Prendendo un primo, un secondo e un contorno spendono 15€ oppure un secondo e un contorno 10€.

Che tipo di menù proponete?
I nostri piatti vengono dalla cucina tradizionale italiana e straniera. E da lì sperimentiamo. I clienti vanno sul sicuro perché leggono magari il nome di una pasta che a loro piace o un piatto di carne ma tutto in realtà è stato rivisitato da noi. Ti faccio un esempio: d’inverno puoi trovare nel menù degli gnocchi freschi fatti in casa alla ricotta e zafferano cui aggiungiamo una gremolata di verdure. L’idea di partenza è il risotto alla milanese con l’ossobuco ma come vedi arriviamo a un piatto originale che ai clienti piace e che possiamo inserire tra le nostre proposte. I vegetariani poi sanno che da noi non avranno problemi a trovare piatti per loro – lo sono io per prima.

Il piatto che vi chiedono di più?
Le pastasciutte. Hanno quest’amore per la pasta. Sarà che abbiamo anche tanti clienti stranieri che identificano la cucina italiana con questo piatto; c’è una ragazza tedesca che viene da noi da moltissimi anni e prende sempre le tagliatelle, sempre. E poi ci chiedono le verdure. Anche clienti che non sono vegetariani qui da noi si lanciano su uno sformato o una insalata particolare magari approfittando del prezzo ovviamente inferiore a un secondo di carne o di pesce che comunque abbiamo.

Un aneddoto buffo legato al locale?
Vedi il condizionatore là in alto? È stato un’impresa anche installarlo nel 2005 da quanto pesava. L’abbiamo usato quell’estate, tutto bene. Nessuno però ci aveva spiegato che prima di riavviarlo l’anno successivo avremmo dovuto liberare i filtri. Locale pieno, più di trenta gradi fuori lo accendiamo al massimo per rinfrescare e dopo un po’ si sente un rumore preoccupante e… non inizia a “sparare” ghiaccio per la sala? Sembrava un film di fantascienza, io ero impanicata ma i clienti l’hanno presa sul ridere per fortuna. Sul momento non sai come reagire poi l’abbiamo semplicemente spento e adesso sappiamo come trattarlo!

Il “Ciriboga” è aperto tutti i giorni tranne la domenica e la cucina chiude alle 23:00. È facilmente raggiungibile con la Linea Verde (Sant’Agostino/Porta Genova), ha un parcheggio per motorini proprio di fronte e in auto il posto si trova girando nel quartiere. Se a pranzo spenderete sui 15€ la sera si toccano i 25/30€ al massimo. Di sicuro la carta di questo ristorante presenta accostamenti di sapori che raramente troverete altrove ma più di tutto non volete sperimentarne l’atmosfera?

Il Ciriboga/1

Ciriboga
Il Ciriboga/1
Il Ciriboga/2
Il bagno
Il Ciriboga/3
Il Ciriboga/4

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