La Madonna di Foligno di Raffaello arriva a Palazzo Marino

Il capolavoro sarà esposto nella Sala Alessi dal 28 novembre al 12 gennaio.

La celebre Madonna di Foligno dipinta da Raffaello tra il 1511 e il 1513 sarà esposta a Palazzo Marino dal 28 novembre al 12 di gennaio. È la classica esposizione natalizia, che l'anno scorso ha fatto realizzare il record di ingressi (225mila) grazia all'Amore e Psiche di Canova. Prima ancora, si erano visti Caravaggio, Leonardo, Tiziano, De La Tour. L'ingresso, come sempre, è gratuito.

La differenza principale rispetto agli anni passati è che questa volta il capolavoro che sarà ospitato nella Sala Alessi non arriva dal Louvre di Parigi, ma dai Musei Vaticani che hanno acconsentito al prestito. Il capolavoro rinascimentale fu dipinto da Raffaello su incarico del segretario di Papa Giulio II, tal Sigismondo de' Conti, come ex voto per il miracolo che aveva visto uscire la sua casa di Foligno illesa dopo essere stata colpita da un fulmine. Inizialmente doveva avere la sua collocazione sull'altare della chiesa di Santa Maria in Aracoeli, ma venne poi trasferita nel convento dei Santi Anna e Francesco e Foligno.

Sigismondo de' Conti, illustre umanista di Foligno, è raffigurato genuflesso in preghiera sulla destra: San Gerolamo, in abito cardinalizio, lo presenta alla Vergine, seduta in gloria col Bambino; sulla sinistra San Giovanni Battista, vestito di pelli, indica la visione celeste, davanti alla quale si inginocchia San Francesco, protettore dei Minori, alla cui chiesa il quadro era destinato, questa la descrizione dell'opera fatta dal sito dei Musei Vaticani.

Dal critico d'arte Pierluigi De Vecchi invece leggiamo: "Nel paesaggio, dall'atmosfera umida e trepidante, con effetti luminosi di grande originalità, sono leggibili influenze del tonalismo veneto, nonché di autori ferraresi quali Dosso Dossi. La posizione al centro della pala per rievocare l'evento miracoloso ricorda inoltre l'impostazione della Pala Portuense di Ercole de' Roberti. La Vergine ricorda quella dell'Adorazione dei Magi di Leonardo e il Bambino quello del Tondo Doni di Michelangelo, quasi avoler seguire una sorta di "contaminatio" di modelli illustri".

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