L’orgoglio di Milano e la doppia fila: Beppe Severgnini sul Corriere dedica un articolo a Milano

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Il nuovo capitolo di Italians ha per la protagonista Milano. Il giornalista, evidentemente segnato da un viaggio metropolitano impervio e ostile, traccia un fil rouge dove il traffico è un elemento di un puzzle che si compone sotto i nostri occhi: doppie file, parcheggi, Darsena e altre spine nel fianco. Uno stralcio:

Grandi progetti andranno a schiantarsi contro piccoli furbi convinti che bloccare corso Lodi per andare al bar sia un diritto costituzionale. (...) Cara Moratti, se Milano non sa impedire certe pessime abitudini, non s'illuda d'introdurre splendidi cambiamenti. Perché avete alzato bandiera bianca sul traffico? Viaggio molto: in nessuna città d'Europa ho visto tanta rassegnazione pubblica e arroganza privata. Neppure a Roma, che è tutto dire.

Il confronto con la Capitale è piuttosto azzardato, a mio parere, e non mancherà di scatenare le polemiche dei nostri lettori. Oltre, Severgnini cita Torino e Barcellona, città che hanno saputo sfruttare opportunità di cambiamento rilevanti come le Olimpiadi.

Milano ha la fortuna di ospitare L'Expo, una grossa opportunità di rinascita. Un processo lungo, secondo Severgnini, che necessita di un cambiamento di rotta e paradigmi. Chiudo la riflessione lasciando spazio ai vostri pareri con un'ultima, provocatoria, constatazione:

Milano, ai forestieri, si presenta fascinosa e sciatta. Ma il fascino alla lunga perde, contro la sciatteria

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