Magnolia Parade 2009: un festival di 4 giorni ininterrotti di musica e l'intervista ad Andrea Pontiroli, presidente del Circolo più frequentato di Milano

magnolia parade

Il Circolo Magnolia, dopo la copertura dei pannelli solari che lo hanno reso il primo grande locale a "impatto zero", ha in serbo per settembre (dal 2 al 5) la Magnolia Parade, 4 giorni di musica e divertimento, con oltre 20 live, 40 djset, 5 palchi e camping. Grandi numeri per questa quarta edizione, che guarda senza pregiudizi al rock, ovviamente, ma anche alla musica elettronica con proposte originali e di tendenza.

Tra i nomi confermati Peaches, la reginetta canadese dell’electroclash con il suo spettacolo vulcanico e irriverente. Ci sono anche i Nouvelle Vague, e la loro isteria controllata. Sempre dalla Francia è atteso Mr. Oizo, alias Quentin Dupieux, deejay esploso con “Flat Beat”, canzone electro che è stata colonna sonora di un celeberrimo spot della Levi’s. Poi Addictive TV, collettivo inglese di dj/producers e artisti audiovisuali incoronati per ben due volte migliori VJ del mondo dalla rivista “Dj Magazine”. E ancora Metthew Herbert, vera superstar della musica elettronica. Dal Giappone arriva inoltre Shinichi Osawa, dj altresì noto come Mondo Grosso, con un repertorio che spazia dall’acid jazz alla house, all’electro-house. Non mancheranno inoltre gli italiani: sono attesi Meg, Bugo, i Fratelli Calafuria e tantissimi altri concerti e dj-set, dall’Italia e dal resto dell’Europa e del mondo.

Sul sito di 2night la possibilità di avere dei biglietti gratis per l'evento che costano comunque poco: 10 / 15 euro a giornata, mentre l'abbonamento alla 4 giorni, 40 euro.

Dopo il salto la copiosa intervista a Andrea "Poncho" Pontiroli, presidente del Circolo Magnolia che si toglie qualche sassolino dalla scarpa.

I numeri del Magnolia sono da record. Specie d’estate quando lo spazio si allarga, qual è il segreto del vostro successo?
In verità la ricetta è semplicissima, e si basa su pochi punti fondamentali. Innanzitutto il Magnolia esiste perché quacuno ha creduto nel progetto e ha concesso lo spazio, e senza questo noi non saremmo qui a parlarne. I prezzi di bar e biglietti sono sempre stati e saranno popolari, questo in controtendenza rispetto alle politiche spesso adottate in questo settore che continua a perdere pezzi importanti.
La direzione artistica è composta da uno staff di 10 persone alla continua ricerca di novità e idee per soddisfare e crescere insieme al pubblico, e dedichiamo moltissimo alla logistica, organizzazione, tecnica, grafica e comunicazione. Penso comunque che alla base di tutto ci sia la voglia, la passione e il talento di oltre 50 ragazzi che giorno dopo giorno lavorano dietro le quinte del circolo.

D’estate lo spazio non è più Arci, ma mantiene la sua vocazione di Circolo. Cosa rispondi a chi accusa i circoli Arci di essere locali mascherati che non pagano le tasse?
Rispondo con una citazione “ c’è gente che pensa e c’è gente che non pensa ma scrive” (Milena Gabanelli). Qualsiasi tipo di generalizzazione mi sembra stupida e soprattutto dettata dall’ignoranza. I circoli Arci sono tenuti a seguire regole ben precise, come tutte le associazioni non a scopo di lucro e i regimi fiscali dipendono dal fatturato. Sicuramente non posso mettere la mano sul fuoco rispetto alla gestione dell’intera rete dei circoli Arci (migliaia in tutta Italia), come penso sia impossibile farlo rispetto a qualsiasi altro settore. Gli attacchi sono stati strumentali e scomposti e hanno di poco scalfito l’associazione che ha modo di essere presente e rispondere ogni giorno sul territorio con le proprie iniziative che in un momento come questo sono diventate fondamentali per la vita socio-culturale del nostro paese.

Ci sono state numerose chiusure a milano in questi ultimi tempi. Ad esempio la Cascina Monluè, uno spazio eccellente che rimarrà inutilizzato. Cosa pensi stia succedendo a Milano?
Ho avuto la fortuna di poter lavorare per 5 anni a Cascina Monluè e conosco bene la vicenda. Lo spazio per anni ha dato la possibilità di respirare a Milano d’estate e proporre centinaia di concerti a prezzi accessibili, oltre a sostenere diverse associazioni che hanno organizzato e contribuito allla crescita di quella piccola oasi. E’ stata chiusa per gli interessi di pochi contro l’interesse di molti e mi riferisco alle 200000 persone che ogni estate affollavano la cascina. A Milano in generale si sta lavorando per l’Expò in maniera imprenditoriale dove tutto deve essere nelle mani giuste per non sbagliare. La chiusura di spazi, attacchi e multe a circoli, taglio dei budget per la cultura e la musica, insofferenza per qualsiasi “rumore” suonato rientrano in una politica ben precisa e maleodorante, che piano piano sta soffocando questa città. La gente se ne sta accorgendo ma forse in maniera troppo lenta per consentire e richiedere un forte cambiamento. La prova del nove l’avremo al ballottaggio per la provincia di Milano, dove la scelta riguarda appunto se appoggiare la politica portata avanti dalla destra a Milano o bocciarla senza appello, come penso che si meriti.

Chiudiamo con la Magnolia Parade. Quest'anno puntate decisamente in alto...
Si, quest'anno puntiamo decisamente in alto, convinti che ogni anno possiamo e dobbiamo fare di più. I nomi sono di primissimo livello con la novità dell'introduzione dei live oltre ai dj set, su 5 palchi in 4 giorni. Inoltre ci sarà a disposizione il campeggio e l'area chillout. Il costo è sempre popolare :4 giorni in abbonamento 40 euro e 80 con il campeggio.

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