Politecnico, un decalogo per l'università ecosostenibile

Un prontuario di nove pagine per studenti e docenti in cui viene illustrato cosa ciascun frequentatore abituale dell'università può (e deve) fare per aumentare l'efficienza ambientale del campus

Il Politecnico di Milano lancia un codice di comportamento per studenti e professori per un maggiore rispetto dell'ambiente e per migliorare l'efficienza energetica dell'ateneo.
Comportamenti come bere l'acqua del rubinetto invece che consumare migliaia di bottigliette di plastica, raggiungere le lezioni condividendo l'auto con i colleghi o venire in bicicletta, spegnere i pc e staccare le prese di corrente quando si esce dagli uffici: sono piccole azioni che in un'università frequentata da oltre 40mila persone al giorno possono davvero fare la differenza.

Lo scopo è quello di avere un maggiore risparmio energetico: basti pensare che staccare la spina di una stampante alla fine dell'orario di lavoro si evitano, in un anno, emissioni di polveri sottili pari a quelle di un motore diesel euro4 in un percorso di 210 km. Piccole azioni che quasi nessuno pensa possano davvero migliorare l'ambiente e spesso quindi la gente non se ne preoccupa. Eleonora Perotto, una delle responsabili del progetto "campus sostenibile" spiega così dalle pagine di Repubblica Milano:

Il problema è che ancora troppo spesso la gente non se ne preoccupa. Nelle ispezioni periodiche che facciamo fra uffici e dipartimenti ci siamo accorti che molte di queste regole vengono ancora disattese: basta guardare i cestini dei rifiuti e accorgersi che quasi nessuno fa la raccolta differenziata come si deve. Del resto è la sfida che abbiamo raccolto: far sì che si possano modificare i comportamenti

La molla che ha fatto scattare il decalogo è principalmente ambientale, ma non sono da sottovalutare anche i motivi economici: staccando la spina di un pc a fine giornata permeterebbe un risparmio fino a 56 euro all'anno per ogni terminale. E non è poco, considerando il numero di computer presenti in ateneo.

Una degli studi in corso è quello dei cestini della differenziata intelligenti: da soli calcolano il peso e la quantità di rifiuti contenuti nei sacchetti, di modo da evitare un continuo controllo e svuotamento dei sacchi. Un sistema che si è già sperimentato nel corso dell'Expo di Shangai, ma ancora non del tutto attuabile in università, dato l'alto costo del servizio. Certo, forse un costo che con il tempo potrebbe essere di molto ammortizzato, tagliando gli sprechi energetici e aiutando l'ambiente.

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