Recensioni: il "Bar Castelli" di Villapizzone tra storia e innovazione


Il bar è all’angolo tra piazza Castelli e via Console Marcello dal dopoguerra almeno e appartiene alla famiglia Strada da trent’anni; i nonni di Stefano – il giovane proprietario con il quale parliamo ora – avevano un ristorante in via Negrotto citato anche nei libri di storia locale di Antonio Iosa, presidente della Fondazione “Carlo Perini”. Nove mesi fa il locale è stato rifatto da capo a piedi: un amico architetto, un’amica colorista, il sogno di integrare la clientela storica del quartiere con i nuovi flussi turistici che la Fiera di Rho sta generando nel nord di Milano.

Il bar adesso strizza l’occhio ai locali della movida milanese – alcuni richiami sono addirittura al bar Cipriani di New York come il legno, molto particolare, alle pareti – ma mantiene tanti elementi della gestione storica: il grande specchio all’ingresso e il quadro dell’eremita di Villapizzone cui è stata aggiunta di fianco la storia, stampata su uno stendardo. Ne avete da leggere e da documentarvi prima di sapere proprio tutto sulle vicissitudini di questa zona della nostra città.

Il locale ha sedici posti a sedere all’interno e sedici fuori d’estate (presto anche d’inverno perché sarà realizzato un ambiente climatizzato ad hoc). Oltre al legno e agli specchi sono molto gradevoli alla vista le piastrelline di pietra ai muri mentre i tavolini – forse un po’ piccoli – e le sedute non hanno nulla da invidiare ai bar del centro. Il personale ha piacere a lavorare lì e questo si riflette sul servizio. Per pranzo mi fermo volentieri al “Bar Castelli”, piazza Pompeo Castelli, 20156 Milano, 02 33001275. L’intervista inizia dopo il salto.

Un rinnovamento che non vi ha fatto perdere la vostra identità storica…
La paura c’era. Il progetto di rinnovo originale era molto più invasivo, avrebbe modificato troppo l’ambiente e l’abbiamo rivisto proprio perché un bar non deve spaventare chi ci entra! Tanti locali a Milano sono così chic che se non hai la cravatta o il capo firmato inizi a sentirti fuori luogo, quasi in imbarazzo. Non volevamo un posto così. In questo momento abbiamo raggiunto quell’equilibrio per cui al banco ci sono gli anziani del quartiere a bersi il bianchino e al tavolino c’è il manager o il turista che pranzano o sorseggiano l’aperitivo.

Da come parli il sentimento di affetto che hai verso Villapizzone è evidente.
Questa è sempre stata un’area di passaggio per chi dalla città voleva raggiungere il nord. Per questo motivo ha avuto e ha un’identità fluida. Io ci credo in questa manciata di vie intorno alla chiesa e alla villa perché ha le potenzialità per essere un bel luogo dove abitare. Ora con la fiera a Rho, l’apertura del passante, il Politecnico poco lontano, è cresciuta d’importanza. Il passo successivo è rimanerci nel quartiere, non arrendersi all’illegalità o all’immigrazione senza controllo: affermare con decisione che si vive e si lavora tranquillamente a Villapizzone.

Che tipo di clientela avete?
Abbiamo una clientela diversa per ogni momento della giornata. Al mattino chi corre al lavoro, a pranzo gli impiegati della zona oppure gli ospiti del “The Chedi”, il nuovo albergo di via Villapizzone. Alla sera con l’Happy Hour abbiamo un bel giro e la nostra offerta accontenta sia il cliente storico del bicchiere di bianco come chi magari vuole il balloon di vino pregiato o il giovane che invece ti chiede il cocktail… Cerchiamo di coinvolgerli il più possibile e i numeri ci danno ragione!

Il cliente fisso o di passaggio come pranza al “Bar Castelli”?
Gestire il pranzo in un bar o in un ristorante oramai è la stessa cosa. Il cliente è diventato esigente dappertutto. Noi per i piatti pronti ci affidiamo a un catering che non troverete in nessun altro bar di Milano, per me è il migliore e l’ho voluto a tutti i costi. Vi invito a provarlo per capirne la qualità. Ma anche panini e piadine sono fatti al momento ad esempio perché anche nell’offerta classica da “bar” vogliamo distinguerci.

Il “Bar Castelli” è una scommessa che state vincendo?
Quando vedo il professionista che prima di andare al lavoro si ferma a colazione al nostro bar invece di farla sotto l’ufficio; quando incrocio magari i comici di Zelig a pranzo o un tavolino di belle ragazze sedute a chiacchierare; quando anche le mamme si fermano per prendere il gelato per i loro bambini. Ecco, quando vedo tutto questo sono convinto del mio progetto. Da settembre proporremo altre novità e questo bar rinnovato un po’ per scherzo, un po’ per follia, un po’ per continuare la tradizione di famiglia continuerà a darci e darvi soddisfazione.

Il bar è aperto dalle 5:45 fino alle 20:30. Il parcheggio in questa zona non è mai un problema, il passante ferroviario con la stazione omonima è dietro l’angolo e la fermata del 12 è dall’altra parte della strada. I panini e le piadine (4/4,5€) sono davvero buoni, anche i primi e i secondi (4/5€) non sfigurano mentre le insalate (5€) non vi deluderanno assolutamente. Luciano e Simone sempre presenti dietro al bancone – così come Stefano – potrebbero far diventare questo bar il “vostro bar”. Da seguire.

Il bancone

Bar Castelli
Il bancone
I muri
Interno ed esterno
Il quadro e la storia

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