Expo 2015: la Via d'Acqua e le polemiche

90 milioni di euro per il progetto. Ma si tratta di una "barriera" o di un elemento di riqualificazione?

La Via d'Acqua: il progetto

L'Expo 2015 porta con sé quantità di polemiche fin dal primo giorno, ma non ci si sarebbe aspettato che queste coinvolgessero anche aspetti che avevano ricevuto unanime plauso, per esempio la Via d'Acqua. Di che si tratta? Di un "nuovo canale, che collegherà il Canale Villoresi con il Naviglio Grande passando per il Sito Expo. Alle azioni di riqualificazione del reticolo idrico esistente si affiancano interventi di riqualificazione del territorio e della città, di ricucitura di antichi percorsi interrotti dalla edificazione di nuovi quartieri e nuove infrastrutture, di promozione e salvaguardia del territorio rurale e del sistema dei parchi e di potenziamento dei circuiti di fruizione".

La Via d'Acqua: il progetto

Tutto bene quindi? No, almeno stando comitati e ambientalisti. 90 milioni di euro di investimento, innanzitutto, sono troppi, e poi: "La Via d'Acqua non è navigabile, corre per ampi tratti in un tubo interrato e toglie risorse alla riqualificazione e riscoperta dei Navigli", spiegano dal comitato Milanosimuove. E ancora: "Altera il paesaggio del Parco Pertini, del Parco di Trenno, del Bosco in città e delle Cave. È una barriera, una ferita", spiegano quelli di Italia Nostra al Corriere Milano.

A far ripartire la polemica l'inizio dei lavori al Parco di Trenno e nel Bosco in Città. Ma è il progetto nell'insieme che non convince i comitati: una ventina di chilometri di canale che va da Garbagnate e arriva a Milano, la cui larghezza varia dagli 8 ai 15 metri. Cosa c'è di male in tutto ciò? Il punto fondamentale sta nella decisione di investire 90 milioni di euro in un nuovo canale mentre ancora non si è stanziato nulla per la riapertura dei Navigli. In questi 90 milioni però sono inclusi gli interventi alla Darsena e le piste ciclopedonali che accompagneranno tutta la via. Dall'altra parte della barricata infatti spiegano: "È un progetto altamente ambizioso e simbolico che rappresenterà uno degli elementi distintivi e di maggiore riconoscibilità dell'Esposizione Universale. Un'infrastruttura pensata per migliorare l'efficienza delle rete irrigua, connettere tratti dirogge e canali esistenti, dare benfici diretti alle aree agricole".

Chi ha ragione? Domani alle 20.30 all'ex fornace del Naviglio Pavese ci sarà un dibattito pubblico sul progetto; ma ormai fermare i lavori è impresa quasi impossibile.

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