A Milano ogni anno 134 morti per smog

Uno studio di EpiAir2 evidenza la pericolosità di molti fattori inquinanti


Una cosa è certa: siamo bel lontani dall'aver risolto i problemi di inquinamento in città. Nonostante migliora la qualità della vita a Milano, i 134 i «decessi attribuibili» allo smog sono una spina nel fianco. Sono stime, ben inteso, comunque allarmanti. E' quello che emerge dallo studio Epiair, pubblicato sull’ultimo numero - luglio/ottobre - di Epidemiologia & Prevenzione, la rivista dell’Associazione italiana di epidemiologia.

Uno studio ampio e approfondito sugli effetti a breve termine degli inquinanti (polveri sottili, polveri sottilissime, biossido di azoto e ozono) in 25 città italiane. Uno studio articolato e complesso che parte dai 422.723 decessi presi in esame tra i residenti con più di 35 anni nelle 25 città, analizzando anche 2 milioni 246 mila ricoveri. In sintesi, le finalità del progetto EpiAir2 sono quelle di:

mantenere attivo un sistema di sorveglianza degli effetti a breve termine dell'inquinamento atmosferico sulla salute, individuando la popolazione suscettibile; fornire indicazioni per programmi di prevenzione; analizzare l'efficacia delle politiche in atto o previste per ridurre questo problema offrendo un adeguato supporto nella revisione delle linee guida sulla qualità dell’aria alle autorità competenti

In riferimento le linee guida sullo smog dell’Organizzazione mondiale della sanità, che prescrivono livelli di polveri e gas nocivi inferiori rispetto quelli della legge europea. La prima soglia è quella della concentrazione media annuale di polveri sottili, che non dovrebbe superare i 40 microgrammi per metro cubo. La media tra 2006 e 2010 è stata invece di 48, e questa differenza provoca quasi 39 decessi all’anno. Discorso analogo vale per il secondo parametro, e cioè gli «sforamenti» quotidiani oltre i 50 microgrammi per metro cubo di Pm10, che non dovrebbero essere più di 35 all’anno (la legge punta così a ridurre i picchi di inquinamento). Sempre nei 5 anni fino al 2010, la media milanese è stata invece di oltre 125 «sforamenti», ai quali sono attribuibili 43 decessi.

A Milano, tra 2006 e 2010, le morti per cause naturali sono state 51.726, con una media di 10.345 all’anno. Tra queste, una percentuale dell’1,2 è dovuta ai livelli troppo alti di inquinamento. Solo in una città l’impatto dello smog è più alto: Torino, con l’1,56 per cento dei decessi dovuti al Pm10.

Una buona notizia. Tutti gli indicatori sui danni da inquinamento in Italia sono stati più bassi rispetto a quelli registrati prima del 2005. Una riduzione dell’impatto che può essere collegata a diversi fattori, primo fra tutti il minor uso dell'automobile. Secondo gli ultimi dati si sono dimezzati i giorni di superamento dei livelli di biossido di azoto (39 contro gli 81 del 2011), in netto calo (-25%) anche quelli di allarme per il Pm10 e livelli minimi anche per il benzene (1,80 microgrammi per metro cubo, in passato aveva quasi raggiunto quota 8). Il tutto è merito soprattutto dei 3,6 milioni di ingressi di auto in meno.

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