Il bilancio di Pisapia. E la ricandidatura nel 2016 a sindaco di Milano

Per finire le cose che ritengo giusto fare per questa città cinque anni non bastano.

Giuliano Pisapia aveva detto che non si sarebbe ricandidato come sindaco di Milano. Che il suo "esperimento per Milano" sarebbe durato una sola legislatura. Ma a quanto pare sta cambiando idea, forse per evitare che la crisi gravissima che si è trovato a gestire rovini il ricordo che di lui avranno i milanesi, o forse per avere la possibilità di guidare il rilancio dopo aver rimesso in sesto i conti. Per il momento, in effetti, l'unica nota davvero lieta per il sindaco riguarda la mobilità: tra car sharing, area C, piste ciclabili (più o meno effettive), le cose stanno davvero cambiando. Senza dimenticare ovviamente la scommessa dell'Expo 2015, sul quale però si potrà dare un giudizio solamente tra un paio d'anni.

In un'intervista a Repubblica Milano, Pisapia fa un bilancio della prima metà del suo mandato:

"Se teniamo conto della cornice, cioè della crisi economica (...), abbiamo fatto più di quanto si potesse pensare. Abbiamo piantato i pilastri di una vera rivoluzione metropolitana. I dati ci dicono che Milano ha compiuto balzi in avanti in tutte le classifiche, dalla qualità della vita, alla soddisfazione dei cittadini, dalla mobilità dolce, alla raccolta differenziata, fino all'innovazione".

Qualche perplessità su un quadro così idilliaco non può che venire, anche se è vero che la situazione meneghina, ancor più di altri comuni, era davvero complessa, se si considera il mostruoso buco di bilancio, situazione tanto più deleteria per una città che ha mille cantieri aperti e una esposizione universale da organizzare.

Tasse, biglietti e servizi sono aumentati proprio a causa di questo buco:

"Abbiamo dovuto rimettere in sesto i conti della città. E si tenga conto che la disponibilità di fondi pubblici, rispetto a tre anni fa, si è abbattuta di diverse centinaia di milioni di euro. È vero, abbiamo aumentato l'irpef, ma abbiamo salvaguardato le fasce più deboli, grazie al più alto livello di esenzione tra le città italiane. Abbiamo aumentato il biglietto e abbonamento Atm, ma il costo del trasporto pubblico a Milano è il più basso d'Italia".

Pisapia nel complesso si promuove viste le difficoltà e rivendica una maggiore attenzione internazionale nei confronti di Milano, mentre lamenta di non essere riuscito nella "semplificazione amministrativa, la sburocratizzazione". Tra i tantissimi altri temi controversi affrontati dal sindaco: le troppe speranze suscitate, la moschea, il senso civico, l'allargamento dell'area C e altro ancora. Il tutto per poi arrivare alla domanda fatidica: Pisapia si ricandida?

"Diciamo che per finire le cose che ritengo giusto fare per questa città cinque anni non bastano, ne servono dieci. Dopo di che, decideranno i cittadini. Finita l'Expo faremo una riflessione, valuteremo insieme. Io crdo in questa città e il mio c'è e ci sarà".

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