Cerba: addio al centro europeo di ricerca biomedica a Milano

All'origine dei guai il crac del Gruppo Ligresti. Ora il Comune preferisce ripartire da zero.

Nessuna proroga alla società Visconti per continuare nel progetto del Cerba, il Centro Europeo di Ricerca Biomedica. Lo ha deciso il Comune di Milano durante il comitato di vigilanza che si è riunito ieri in Regione. Addio al Cerba, dunque, il grande piano sostenuto in prima persona da Umberto Veronesi che lo voleva veder sorgere in via Ripamonti di fronte allo Ieo.

La delusione è grande, ma secondo il vicesindaco De Cesaris la decisione era inevitabile: "Manca un progetto credibile, vogliamo realizzare questo grande centro, ma per riuscire bisogna prima liberarsi di un passato fallimentare e consentire l'avvio di un nuovo cammino". L'idea di un centro europeo di questo genere nasce 15 anni fa, quando si decide di creare nel Vecchio Continente qualcosa di simile al National Institute of Health nei pressi di Washington.

La statura di Veronesi fa sì che il progetto venga collocato a Milano, all'interno del Parco Sud, su terreni di proprietà, tanto per cambiare, della famiglia Ligresti. Il progetto da un miliardo e 200 milioni parte così nel 2009, quando viene firmato l'accordo. I problemi arrivano però dal crac del 2012 del gruppo Ligresti; la società Visconti srl si dice disponibile a farsi carico del debito, prendere in mano il progetto e concordare il tutto anche sulla base delle nuove indicazioni urbanistiche che mirano a salvaguardare il Parco Sud.

Per cominciare ci vuole però un accordo con il Comune, che prima ha come limite il 30 giugno e poi viene posticipato al 31 dicembre. Ma le carte del fallimento, in mano al Tribunale, non sono ancora in ordine. E a questo punto il Comune preferisce ripartire da zero, con un'operazione che abbia fin dall'inizio la massima trasparenza.

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