Le fermate della metropolitana di Milano avranno lo sponsor? Pro e contro

"Prossima fermata: Duomo-Mercedes". Entro breve potrebbe essere realtà.

Non era una boutade, quella di sponsorizzare le fermate della metropolitana per fare cassa, tanto che il lavoro del Comune per arrivare fino in fondo prosegue e lo scontro tra maggioranza e opposizione si fa più duro. E a dirla tutta, anche all'interno della stessa maggioranza non mancano le voci contrarie, a partire da quella di Basilio Rizzo: "La storia della città non si può mescolare al nome dello sponsor".

Contro l'iniziativa si scaglia anche l'opposizione, più o meno sempre all'insegna della questione: "Ok chiedere ai privati, ma non si sta esagerando?". A rigor di logica non si capisce perché scandalizzarsi per un logo o un marchio affiancato alla metropolitana quando si è accettato da lungo tempo che gli stessi marchi affiancassero i nomi dei palazzetti, che manifesti venissero affissi addirittura sul Duomo di Milano, che si sponsorizzassero i restauri dei monumenti e che delle aiuole più o meno ben tenute fossero quasi oscurate dai cartelli che ci informavano su quale azienda si stesse occupando del verde.

Una volta presa quella strada, è inutile scandalizzarsi per le fermate della metropolitana. Soprattutto in un periodo in cui i bilanci comunali piangono. Semmai un problema potrebbe arrivare da una possibile contrarietà dell'Atm, che in base al contratto ha a disposizione la gestione di ogni tipo di valorizzazione commerciale, ma che finora non è minimamente stata coinvolta nel progetto.

La fermata della metro con lo sponsor

In origine fu, a Roma, la stazione Termini-Vodafone. Ora la stessa potrebbe accadere a Milano, ci si immagina legando la fermata della metropolitana a uno sponsor che quella zona caratterizza. Per cui: Duomo-Mercedes, Cordusio-Generali, magari qualche abbinamento un po' meno probabile, tipo Porto di Mare-Louis Vuitton, e via così.

Il Comune ha infatti deciso di puntare sulle fermate della metropolitana sponsorizzate per fare un po' di cassa in questi tempi di magra. A breve partirà il bando per trovare privati interessati ad abbinare il nome dell'azienda al nome della fermata o addirittura all'interna linea della metropolitana. Il tutto per "valorizzare il “naming” delle linee metropolitane 1,2,3,5 e/o delle stazioni".

Ci saranno però dei paletti ben precisi: "Saranno rigettati i casi in cui ci il privato abbia conflitti di interesse con l'oggetto della sponsorizzazione o contenziosi con l'amministrazione, sono in ogni caso escluse la propaganda di natura politica, sindacale e/o religiosa e di dubbia moralità, i messaggi offensivi incluse le espressioni di fanatismo, razzismo, odio o minaccia o comunque lesive della dignità umana". E ci mancherebbe altro che trovarsi a scendere alla fermata di Moscova-Forza Italia o Sesto San Giovanni-Cgil.

Ma quanto ci può guadagnare il Comune da quello che sembra quasi uno scherzo? Madrid, che questa pratica ha già messo in campo da qualche tempo, per la sua fermata più centrale - anche in questo caso c'è di mezzo Vodafone - incassa un milione di euro l'anno. Milano di fermate ne avrà 101 più il nome delle linee. Quasi quasi ci si riesce a ripianare il buco di bilancio.

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