Villa Caimi: il progetto per recuperare la storica cascina di Quarto Oggiaro

Abbandonato dal 1996, il Comune tenta il rilancio con un piano da 1,7 milioni di euro. Artigianato e alloggi per studenti.

Villa Caimi Finoli

Tra i tanti luoghi abbandonati di Milano, spicca anche la Villa Caimi Finoli: costruita nel '700 nasce come casa di campagna della famiglia Caimi. Era collegata da un passaggio sotterraneo a villa Scheibler e al parco annesso. Dal 1996 è di proprietà del comune, che però in questi 17 anni non ha mai saputo valorizzare un patrimonio della città, peraltro in una zona in cui ogni intervento di riqualificazione è più che positivo: Quarto Oggiaro.

Ora le cose potrebbero cambiare, dal momento che il Comune sta per aprire un bando per un progetto di rilancio della Villa Caimi. E come quasi d'obbligo in questo periodo, il piano d'azione prevede "cultura, piccole attività artigianali e commerciali, spazi per giovani e studenti". Ci manca solo la parola magica co-working e poi il quadro di ciò che si tenta di fare di ogni spazio in via di recupero è completo. Non sarebbe male, se poi questi progetti non venissero quasi regolarmente frustrati dalla realtà (basti pensare al colossale spreco dello Spazio Oca).

Gallery: Villa Caimi Finoli

La speranza è che questa volta vada diversamente, grazie all'investimento da un milione e 700mila euro che dovrebbe aumentare con il contributo previsto da alcuni privati. "Vorremmo che questa antica villa torni ad essere luogo vivo. La villa, durante il '900, è stata un luogo di incontro e ospitalità: negli anni '30 era un orfanotrofio, negli anni della seconda guerra mondiale accolse cittadini sfollati, negli anni '50 italiani immigrati a Milano da altre regioni. E poi, è importante ricordare che è un luogo storico per la nostra città, perché qui, per alcuni anni, si sono svolte le riunioni di riflessione e confronto sul destino sociale e politico del Paese del gruppo di Giuseppe Dossetti”.

Il complesso originario comprendeva, oltre alla casa padronale, una cascina con corte e parco; al cortile si accedeva per un viale alberato e un arco d'ingresso, fiancheggiato dalle costruzioni destinate a stalle e fienili. Il parco di Villa Caimi confinava con quello di Villa Scheibler e il destino delle due ville fu, in un certo senso, collegato. Nel 1921 il conte Scheibler, pieno di debiti, dovette vendere tutte le sue proprietà alla Società Quartieri di Vialba. Il consigliere delegato di questa società, il ragionier Cesare Finoli ne divenne il proprietario. Negli anni '30 ospitò un orfanotrofio femminile, nella seconda guerra mondiale accolse gli sfollati; nel '56 un pensionato Acli per i lavorati immigrati a Milano da altre regioni d'Italia.

Dopo la chiusura del pensionato (1963) non se ne fece più nulla e iniziò il degrado. Nell'83 la vendita alla società Parco del Vivaio, che, contro il parere di molti, costruì 30 mila metri cubi di abitazioni e 150 box cedendo al comune la Villa e parte del terreno. Da allora il nulla, fino a oggi. Vedremo come si concluderà la vicenda.

Notizie storiche | Antonio Iosa, La narrazione alternativa d ella Città, ed. Circolo Perini, Milano 1997

Foto | Archivio Fondazione Perini

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