La vendita delle azioni A2A e il piano di investimenti nelle scuole

65 milioni dalla cessione del 5% dell'azienda energetica. Il ricavato dovrà essere utilizzato per la realizzazione di opere pubbliche.

Il 5% delle azioni di A2A sarà venduto e con il ricavato si dovrà avviare un piano di investimenti per la scuola. Questa almeno è l'idea di massima, perché adesso è comunque tutto ancora solo nelle intenzioni della giunta comunale. Il bando per la vendita delle azioni dovrebbe partire in primavera, contemporaneamente si cercherà di migliorare i risultati di A2A passando a un unico organo di amministrazione per Milano e Brescia.

Dalla vendita delle azioni dovrebbero arrivare 130 milioni di euro, ripartiti equamente tra Milano e Brescia. L'impegno che il Comune di Milano ha formalmente preso vuole che "le risorse derivanti dalla cessione di una quota della partecipazione detenuta dal Comune di Milano in A2A dovranno essere destinate interamente alla realizzazione di opere pubbliche di valenza straordinaria per la città".

L'opera, qualunque sia, dovrà essere inserita nel piano 2014-2016, che sarà discusso a partire da febbraio. Insomma, di tempo per decidere che fare di quei 65 milioni di euro attesi non ce n'è molto. Se l'ipotesi più accreditata è appunto quella degli investimenti nella scuola, altri parlano di risistemazione dei Navigli, un quartiere di case popolari (bastano 65 milioni?), un piano straordinario di intervento per l'ambiente (così, un po' sul vago).

Più facile invece puntare su investimenti, ristrutturazioni e creazione di nuove scuole, soprattutto se si vuole cercare un appoggio bipartisan come sembra essere nei patti. Prima, però, bisogna venderle queste azioni; per fare questo bisognerà scegliere un advisor finanziario, individuare la procedura di vendita e arrivare alla vendita tra marzo e aprile.

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