Gratis ai cittadini gli spazi abbandonati del Comune

Un centinaio di palazzi e 1.200 aree di edilizia pubblica concessi gratis o a bassi canoni con i nuovi bandi

Sono tanti. Ognuno di noi ne conosce qualcuno vicino casa. Sono i luoghi abbandonati di Milano, buchi neri per i quali non risulta sia mai stato fatto un censimento ufficiale. Ci hanno provato in tanti. L'ultima è stata Daniela Benelli, Assessore all’Area metropolitana, Casa, Demanio.

Sono edifici tristemente noti, pubblici e privati - l’area sita tra via Pepe angolo via Borsieri; l’ex edificio dell’Acqua Potabile al Parco Trotter ; via della Palla, a cinquanta metri dal Duomo, la serie di edifici distrutti dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale; l’ex fabbrica in Viale Bligny 22 - e tanti altri meno noti, numerosissime cascine e via così, in un elenco impietoso che mortifica la città.

Da tempo si dibatte sul modo di dare nuova vita a questi edifici. Venderli o darli in concessione a privati cittadini, associazioni e giovani. Ebbene, finalmente, qualcosa si muove. Sono 1200 gli spazi di edilizia pubblica e un centinaio gli edifici che il Comune ha deciso di offrire gratis a cittadini e associazioni perché diventino luoghi di aggregazione.

La giunta comunale ha approvato i nuovi criteri per i bandi che assegneranno gli stabili demaniali. L’idea è di mettere a disposizione singoli locali o anche interi palazzi dismessi a chi ha idee innovative, progetti da realizzare ed energie da mettere in circolo, tutti coloro che hanno voglia di fare.

Proprio l'assessore Daniela Benelli con Lucia Castellano (Demanio) hanno firmato una delibera che preannuncia un bando attraverso il quale coinvolgere cittadini e associazionismo per promuovere progetti sociali, culturali, imprenditoriali, per valorizzare soprattutto le periferie. Gli spazi verranno concessi gratuitamente, e anche per periodi molto lunghi (30 anni per soggetti pubblici o privati), lasciando a carico del gestore le spese di ristrutturazione, manutenzione ordinaria e straordinaria, e di conduzione.

L’associazione o il privato cittadino, per avere in concessione lo spazio, deve necessariamente presentare un progetto che valorizzi il quartiere. Ma anche giovani che vogliano aprire un’attività commerciale avranno il canone ridotto del 90 per cento nei primi cinque anni. Un ruolo attivo lo avranno i consigli di zona che conoscono il territorio e le sue potenzialità.

Qualcuno ha già fatto notare che lo strumento del bando non funziona più, troppa burocrazia. Ci sono poi edifici che più che una ristrutturazione avrebbero bisogno di una demolizione, come l'edificio delle ex poste di piazzale Lugano. Tanti dubbi e una proposta che comunque ha il merito di evidenziare una problematica che da troppo tempo affligge Milano.

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