I cani avvelenati a Milano

L'ultima polpetta al topicida in Porta Romana. In tutta Italia sono 14mila i casi ogni anno.

Chi avvelena i cani a Milano? Non che sia solo nel capoluogo lombardo che esiste il fenomeno degli avvelenatori di cani, ma negli ultimi giorni si sono verificati un po' di casi, l'ultimo in zona Porta Romana, dove Oki (il nome del cane) è stato salvato solo grazie al fatto che il padrone si è accorto subito che il suo golden retriever aveva messo in bocca qualcosa di strano. Si trattava di una polpetta avvelenata. E per di più in sistemata in un'area cani.

Particolare strano, visto che si è sempre pensato che quello dell'avvelenamento dei cani fosse un perverso e crudele modo di protestare contro gli escrementi sui marciapiedi. Se così fosse, allora avvelenare i cani che frequentano gli spazi a loro destinati è doppiamente assurdo.

Anche perché la città è cambiata negli ultimi anni. Si sono diffusi come non mai i sacchetti per raccogliere gli escrementi così come l'abitudine a portare i cani nelle aree a loro destinate, e i marciapiedi stile campo minato sono quasi un ricordo. Ciononoastante, qualcuno continua a disseminare per la città polpette avvelenate. Nelle ultime settimane sono state trovate in Porta Romana, Corsico, Piazzale Libia, San Gimignano, via Savona, Bisceglie. Zone troppo lontane tra loro per fare pensare a un pazzo che agisce in solitaria, e che fanno invece venire in mente un'abitudine abbastanza diffusa.

Si parla di Milano, ma i numeri in tutta Italia fanno capire meglio di che tipo di fenomeno si stia parlando. Nel 2013 sono 14mila i cani avvelenati, il 10% dei quali è morto. Nella metà dei casi si tratta di avvelenamenti volontari, causati cioè da qualcuno che voleva uccidere gli animali.

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