I writers a Pisapia: si stava meglio con la Moratti

Una riunione dei writer milanesi per dire basta alla Tolleranza zero e iniziative per concedere spazi ai giovani writer

Si stava meglio all'epoca Moratti, coadiuvata dallo sceriffo De Corato. Certo è un paradosso per un'amministrazione di sinistra che dovrebbe dimostrare più tolleranza per le espressioni della creatività giovanili, street art compresa. Il pugno di ferro con i graffitari, quelli che imbrattano i muri con le Tag è iniziato da qualche tempo: Il Comune ha scelto la Tolleranza Zero per i graffitari che deturpano i muri.

Dopo un paio di condanne a taggari pizzicati con la bomboletta in mano, i writers milanesi (rappresentanti della street art cittadina) si sono riuniti al Leoncavallo per fare il punto della situazione dopo i molti episodi di denunce e condanne arrivate nell’ultimo periodo per danneggiamento, deturpamento e associazione a delinquere.

Così Christian Omodeo, organizzatore dell’evento e ricercatore dell’istituto nazionale del patrimonio di Parigi: «Il punto è che la repressione non serve come deterrente per limitare il fenomeno delle tag. Anzi, lo accentua. Bisogna ribellarsi quando tutta la politica su questi temi si fonda sulla repressione dura e pura. Perché Milano è l’unica città d’Europa a perseguire i writers per associazione a delinquere? Non ci si rende conto che in questo modo si rovina soltanto la vita a degli adolescenti. Quello dei graffiti è un fenomeno destinato a rimanere nelle città ancora per decenni, con cui dobbiamo fare i conti e trovare un equilibrio».

Equilibrio è la parola d'ordine. Rinunciare alla Tolleranza Zero, che non risolve le cose, anzi le aggrava, perchè i giovani trasgressori non si fermano con le denunce. Le richieste sono semplici: meno repressione, più spazi per la libertà di espressione e una nuova visione culturale del fenomeno. Ovvero, invertire la tendenza per cui i lavori fatti con la bomboletta vengono percepiti sempre e solo come degli atti vandalici.

E da qualche anno (più o meno da quando Sgarbi ha inaugurato la mostra al Pac, Street Art, Sweet Art) che si è passati al distinguo tra murales fatti con cognizione artistica e tag deturpanti. Insomma, gli artisti della bomboletta vogliono lavorare con l'amministrazione per rendere Milano una città più bella e colorata. Sull'esempio di città come Berlino o Londra.

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