Expo 2015: il piano sicurezza contro la mafia

Presentato il protocollo Expo Mafia Free.

Il Protocollo Expo Mafia Free è stato presentato ieri in prefettura dal ministro degli Interni Angelino Alfano, assieme al governatore Maroni, al sindaco Pisapia, al prefetto Tronca e al commissario dell'Expo Sala. E quindi, in cosa consiste questo piano? Per farla brevissima, e usando comunque le parole di Alfano, si parla di più uomini con a disposizione più soldi e "una squadra coesa per sconfiggere le forze del male".

Messa così sembra un po' una sigla dei cartoni animati, ma nel concreto significa che verrà sbloccato del 55% il turn over dei pensionati (un'assunzione per ogni pensionato), che sono stati stanziati 38 milioni di euro per il 2014 mentre altri 88 saranno nella prossima finanziaria relativa al 2015, soldi che serviranno per "potenziare la logistica". Inoltre ogni due mesi si terrà a Milano un incontro del Comitato nazionale per l'ordine e la sicurezza che dovrà verificare il procedere dell'Expo.

Dal momento che il nemico numero sono le infiltrazioni di stampo mafioso, il ruolo della Dia sarà potenziato e saranno comunicate alla prefettura i nomi di tutte le aziende che lavoreranno per la costruzione dei padiglioni. Incluse le aziende che lavoreranno per i padiglioni stranieri, a cui sarà offerto di sottoscrivere lo stesso protocollo valido per l'Italia.

È infatti sul milione di metri quadrati di Rho-Pero che si concentrerà l'attenzione e che sarà protetto da 400 agenti; ma il tutto si svilupperà a cerchi concentrici sempre più larghi in cui l'area espositiva sarà solo il primo livello, ma che arriverà a riguardare anche i trasporti e la sanità. E anche strade, stazioni e frontiere. A occuparsi di tutto ciò saranno 1.500 poliziotti, 593 carabinieri, 464 finanzieri che sorveglieranno sulla città per evitare che la grande occasione che l'Expo potrebbe rappresentare per Milano non lo diventi soprattutto per le mafie.

  • shares
  • Mail