Expo 2015: il padiglione degli Emirati Arabi

Un canyon di sabbia ipertecnologico e sostenibile progettato da Norman Foster.

Expo 2015: il padiglione degli Emirati Arabi

L'Expo 2015 si avvicina e i vari stati iniziano a scoprire i loro padiglioni. Dopo il Padiglione Italia è la volta di quello degli Emirati Arabi Uniti, progettato dallo studio dell'archistar Norman Foster e basato su tecnologia e sostenibilità. E dal momento che i padiglioni, costruzioni pensate per durare sei mesi, sono il contrario della sostenibilità, ecco che gli Emirati Arabi hanno fatto in modo che al termine dell'esposizione lo si possa smontare e trasportare ad Abu Dhabi (e magari riproporre all'Expo del 2020 di Dubai).

Gallery: il padiglione degli Emirati Arabi

L'ingresso nel padiglione sarà tra mura alte 12 metri che creano una sorta di canyon di sabbia e corrono per 140 metri di lunghezza. All'ingresso, ai visitatori verrà fornito un tablet con cui potranno "animare" alcuni degli oggetti che saranno disposti all'inizio del percorso. E poi video a 360°, grafica 3d, un'oasi di tre piani dove, tra palme e acqua, ci saranno i punti ristoranti le cui materie prime saranno in parte fornite dall'orto che verrà posizionato sul tetto. Il tutto per creare "un'esperienza che gli spettatori non dimenticheranno", come ha detto commissario generale degli Emirati Arabi per Expo Salem Al Ameri.

Il padiglione sarà di 4mila metri quadri e sarà uno dei più centrali ed estesi di tutta l'esposizione universale. Il tema al centro dell'area degli Emirati sarà il rapporto tra acqua, cibo ed energia, portando a Milano l'esempio di Masdar, la città sostenibile al 100% che proprio Norman Foster sta costruendo negli Emirati. Il tutto è sostenibile da un punto di vista ambientale (materiali riciclabili, pannelli fotovoltaici, ecc.), ma non da poco per le tasche degli sceicchi, il costo del padiglione si aggirerà infatti sui 50 milioni di euro.

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