Pisapia soccorre il ciclista caduto in Piazza Firenze

Tra culto della personalità e antipolitica. E le piste ciclabili?

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La foto di Pisapia intento a soccorrere alle 11.30 - mentre si recava a Quarto Oggiaro - il ciclista caduto in piazza Firenze ha fatto rapidamente il giro del web: il sindaco si abbassa verso il ciclista scivolato sulle malefiche rotaie del tram assieme ad altre due persone accorse in aiuto. Un bel gesto, che non poteva sfuggire alle migliaia di telefonini che si trovavano nella super trafficata piazza Firenze e che oggi troviamo anche sul Corriere Milano.

E nei tempi della mega-comunicazione è difficile non pensare male: Pisapia l'ha fatto perché preoccupato per il ciclista, perché compreso nel suo ruolo di sindaco, o perché sperava che qualcuno lo fotografasse? O peggio, perché temeva che qualcuno lo immortalasse alla guida della sua auto mentre ignorava il ciclista a terra? Confidiamo nella buona fede del sindaco, nonostante in questi tempi di leaderismo estremo e culto della personalità (non che appartengano a Pisapia, sia chiaro) sembra che un gesto normale come aiutare una persona a terra a sollevarsi diventino sinonimo di eroismo (l'altra faccia dell'antipolitica?).

La vera questione è perché i ciclisti rotolino ancora a terra per aver messo le due ruote nei binari nei tram. E la risposta è semplice: dove sono le piste ciclabili? Sappiamo tutti dei grandi numeri che la giunta racconta, chilometri e chilometri di nuove piste ciclabili. Che però nella maggior parte dei casi sono finte, e cioè strisce gialle disegnate per terra che le auto scambiano per parcheggi e i motorini sfruttano allegramente. E che per di più si interrompono ogni due per tre. Soccorrere i ciclisti va bene, fare le piste ciclabili per davvero è ancora meglio.

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