Le multe più strane che rischiano i milanesi

Tremila euro di multa per chi trasporta cadaveri. Solo 40 se non ti sei abbottonato i pantaloni.

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Per fortuna che esiste il buonsenso, perché se la Polizia Locale di Milano dovesse affidarsi in toto al prontuario comunale probabilmente passerebbe le giornate a inseguire cittadini che non hanno rispettato al 100% quanto prescritto dalle severissime norme del regolamento. Per fare solo un esempio: ogni volta che uscite dai bagni pubblici (sempre che qualcuno ancora li utilizzi) dovreste controllare di avere tutti gli abiti ben in ordine, pena una multa di 40 euro. Fortunatamente i ghisa non sembrano avere come priorità l'appostamento appena fuori dai bagni. Stessa multa se improvvisamente vi sentite bambini e vi viene una voglia matta di arrampicarvi su un albero: 40 euro.

Altri casi sono ben più seri, anche se soffrono di una certa comicità nera: se state trasportando un cadavere in macchina la sanzione è di oltre tremila euro, sempre che siate "privi dell'idoneità sanitaria". In linea di massima, però, se qualcuno sta portando una salma nel bagagliaio della macchina e viene fermato dalla polizia, la multa è l'ultima cosa di cui deve preoccuparsi.

Nelle 168 pagine del prontuario c'è comunque di tutto. Dalle norme più comprensibili (smaltimento rifiuti, mercati comunali coperti, ecc), a quelle più assurde, tanto più per il burocratese in cui sono scritte: chi "soddisfa alle naturali occorrenze fuori dagli appositi manufatti" si prende gli ormai canonici 40 euro. Ma cosa significa soddisfare alle naturali occorrenze? In un italiano più semplice, si tratta semplicemente di fare i propri bisogni per strada. 40 euro, come per chi esce dai bagni pubblici con i vestiti in disordine. Una palese ingiustizia.

Sempre 40 euro per chi stende "biancheria alla vista del pubblico", quindi imparate a stendere i panni all'interno delle abitazioni e non sul balcone. Ancora peggio, e infatti si sale a 50 euro, se avete delle pecorelle o altri animali simili e decidere di farli "pascolare in luogo pubblico". Chissà a quando risale questa norma.

C'è molta attenzione nel prontuario, quello che però manca sembra essere un po' di umana pietas: è vietato, per esempio, "sdraiarsi alla pubblica vista, mostra nudità, piaghe o deformità ributtanti", è vietato anche giocare se è "necessaria la corsa e/o il lancio di oggetti" (niente calcio o basket al di fuori degli spazi preposti, quindi) e massima vergogna giunga su chi "innaffia il luogo pubblico con acqua sporca".

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