Che cos'è Uber: il servizio di auto a noleggio che fa infuriare i tassisti milanesi

Un'applicazione che mette in contatto driver e clienti, o una compagnia di taxi mascherata?

uber milano

Che cos'è Uber, il servizio di auto che ha scatenato lo sciopero dei taxi milanesi di ieri? L'idea nasce negli Stati Uniti da Garret Camp, già noto per essere ideatore di Stumble Upon, Travis Kalanick e Oscar Salazar ed è un servizio che punta proprio a fare concorrenza ai taxi. Il tutto funziona attraverso un'applicazione per smartphone, attraverso la quale si può "fermare" un auto con autista.

Nel momento in cui, quindi, c'è bisogno di auto, si avvia l'applicazione e si fa richiesta. Dallo smartphone parte la "chiamata" e viene inviata l'auto più vicina al luogo da cui è stata fatta la richiesta. C'è anche un "tassametro", che fornisce anche in anticipo un preventivo. In verità, dipende: se l'automobile viaggia in media sotto i venti chilometri orari si applica una tariffa a tempo, se la velocità è più alta si va a distanza. Una volta giunti a destinazione, non si deve pagare l'autista, visto che nel momento della registrazione si forniscono i dati della carta di credito da cui i soldi vengono scalati.

In Italia Uber è arrivato nell'aprile 2013 a Roma e Milano, utilizzando berline blindate. Il costo è di norma superiore a quello di un semplice taxi, con tariffe superiore anche del 20/30%. Ma perché i tassisti sono così arrabbiati con Uber? Non si tratta solo di normale concorrenza, ma sarebbe una concorrenza sleale, dal momento che Uber è accusato di fornire un servizio uguale a quello dei taxi ma senza avere le opportune licenze; ragion per cui anche varie amministrazioni comunali in cui il servizio è presente (Stati Uniti ed Europa) stanno cercando di fermarlo o di regolarizzarlo.

Uno dei punti principali del contenzioso riguarda il fatto che le vetture non partono dalle rimesse ma dalle strada, in questo modo - sostengono i tassisti - andando contro la legge 21/92 che distingue i taxi dai noleggiatori. Altro punto controverso è quello del "tassametro", che ovviamente è gestito dalla sola azienda e del quale bisogna fidarsi. Inoltre, i driver non devono superare i controlli richiesti ai tassisti, ma solo venire assunti dalla società (che effettua controlli per conto suo).

E quindi, che cos'è Uber? Una compagnia di taxi mascherata per aggirare le regole, una semplice applicazione che favorisce il venirsi incontro di domanda e offerta (come può essere eBay)? Quest'ultima versione è quella fornita dalla società, che sottolinea come il servizio funzioni come un sito di aste online, che si limita a mettere in contatto un compratore e un venditore e non è poi responsabile per quello che succede tra di loro.

Insomma, i driver sono dei freelance che girano con una macchina di proprietà e che si mettono in contatto con i clienti attraverso l'applicazione. Ma le tariffe sono fisse o sono scelte dai conducenti? E se è solo un intermediario, com'è che è Uber a incassare i soldi? Inoltre Uber dispone di un’assicurazione che copre gli autisti e i loro clienti, caratteristica propria delle compagnie di taxi.

A favore di Uber ci sono però molti dei clienti che l'hanno utilizzato, che segnalano come la sicurezza del driver venga fornita, di fatto, dai pareri di chi è salito in macchina con loro (esattamente come succede con i pareri sugli hotel o sull'affidabilità del venditore di eBay) e come la fattura sia completamente trasparente.

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