Moratti e gli incarichi d'oro dell'Ufficio Stampa: per la Corte dei Conti è violazione della legge

te faccio un apiolo così

La Corte dei conti condanna il sindaco di Milano. Certo non è la prima volta (qualcuno ricorda gli incarichi ai "consulenti d’oro" sprovvisti di titoli?). Un gran brutto colpo che mina ulteriormente la sua figura di donna integerrima e incorruttibile, non contando l'avviso di garanzia ricevuto di recente per le omissioni sul rumore.

Ma torniamo alla notizia della condanna per "Danno erariale con colpa grave". L'occhio indagatore della Corte si riferisce ai dipendenti dell’ufficio stampa, assunti a partire dal 2006. I consulenti della comunicazione del sindaco avrebbero uno stipendio che negli enti pubblici di norma si riserva ai dirigenti. Alcune assunzioni sarebbero addirittura illegittime, perché non possiedono i requisiti richiesti dalla legge, a cominciare dalla laurea.

In tutto ammonta a 125.457 euro, la somma che il sindaco, sedici assessori della sua giunta (cinque dei quali non più in carica) e cinque dirigenti, dovranno pagare al Comune di Milano. L'ufficio stampa, autore forse anche del famigerato opuscolo elettorale da 300 mila euro, subirà una bella sforbiciata: dei 20 dipendenti, 6 se ne dovranno andare, per un valore di 358 mila euro di danno alle casse comunali. Il sindaco, tra gli altri, dovrà sborsare di tasca sua 53 mila euro. Gli altri, visto che queste persone hanno lavorato, li abbiamo pagati di tasca nostra.

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