Expo 2015: la mascotte si chiama Guagliò

E la Lega Nord la prende malissimo.

L'Expo 2015 da circa due mesi ha la sua mascotte, una testa formata da vari ortaggi che ricorda i lavori dell'Arcimboldo. I vari ortaggi sono di fatto i veri personaggi di questa mascotte "componibile", i cui nomi vengono decisi via concorso dai bambini delle scuole di Milano. Per il momento solo uno di questi ha già trovato il suo nome: l'aglio.

Nome che però non ricorda in nessun modo le tradizioni meneghine: Guagliò. È solo uno degli undici personaggi che magari assumeranno il nome di Brambilla o Cumenda, ma la cosa non è comunque andata giù alla Lega Nord, che ha deciso di protestare ufficialmente: "Il fatto che Milano e i Lombardi debbano essere rappresentati davanti agli occhi del mondo, in una vetrina a rilevanza globale quale è Expo 2015, da una mascotte con un nome napoletano, è una stupida provocazione per guadagnare i titoli di stampa e l'ennesimo insulto all'identità lombarda".

Gallery: la mascotte dell'Expo 2015

Troppo partenopeo, questo nome. Ed è inutile cercare di portare come giustificazione la nutritissima popolazione milanese di origini meridionali o il fatto che il nome sia stato scelto dai bambini, perché la Lega giustificazioni di questo tipo non le accetta: "Nascondersi dietro il fatto che la proposta è arrivata dai bambiniè un atto di sciacallaggio: le colpe sono della giuria". Affronto inaccettabile.

Il nome, ovviamente, è un gioco di parole tra "aglio" e "guaglio". E proprio questo fatto potrebbe sedare gli animi del Carroccio: si tratta di una mascotte, di un gioco destinato in primo luogo ai bambini. E per di più solo di un suo undicesimo. Vero che la Lega su certe questioni è molto suscettibile, ma forse non è il caso di prendere una testa composta da frutte e verdure in stile arcimbolesco-disneyano così sul serio.

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