Taxiyoo: la app per chiamare il taxi a Milano

Come funziona Taxiyoo, la mossa dei taxisti per far fronte a Uber e al carsharing.

E alla fine i tassisti hanno compreso che era meglio provare a far evolvere i loro servizi, visto che su di loro incombono nubi nere. Per provare a far fronte alle tante minacce, arriva Taxiyoo, la app per chiamare il taxi nell'area metropolitana milanese. Ma andiamo con ordine: quali sono queste minacce? Prima di tutto, l'arcinemico: Uber, il noleggio auto con conducente che si prenota via smartphone e che viene accusato di essere anche non conforme alle leggi che regolano la materia. In secondo luogo - anche se forse come concorrenza è ancora più temibile - il carsharing di Enjoy, Car2Go, Guidami e le altre compagnie che arriveranno.

Tutte novità molto comode, spesso economiche e che si gestiscono in completa autonomia via applicazione sullo smartphone, invece che via telefono o in disperata attesa che una macchina bianca (ce n'è ancora qualcuna gialla?) faccia la sua comparsa. Ed ecco che arriva Taxiyoo, la app con cui i taxisti provano a darsi un nuovo smalto e a sfidare gli avversari sul loro stesso terreno.

Ma come funziona Taxiyoo? Si scarica per iPhone o Android e l'utilizzo è in effetti molto intuitivo, anche se alcuni aspetti della grafica sono poco funzionali e potrebbero essere ancora migliorati. In linea di massima è proprio come fare una telefonata: l'applicazione usa il gps per far capire al taxi dove vi trovate, a voi non resta che segnare quanti siete, se in presenza anche di animali o bagagli e cliccare conferma.

L'idea non è male. Non è nulla che rivoluzionerà un servizio come quello dei taxi, ma era inevitabile che si arrivasse a fare una mossa del genere. Che potrebbero apprezzare soprattutto gli stranieri, che quanto meno non dovranno sperare di incappare in qualcuno che capisca la loro lingua e non avranno più difficoltà a fare spelling estremi della via in cui si trovano.

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