Le spese pazze della Provincia di Milano

Consulenze d'oro, contratti più ricchi del dovuto e altre irregolarità secondo la Corte dei Conti.

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E adesso anche la provincia di Milano ha le sue spese pazze. Non si tratta, come in molti altri casi, di rimborsi spese che ben poco c'entravano con le attività politiche, ma di assunzioni e consulenze "fuori controllo" riscontrate dalla Corte dei Conti, che ha concluso la sua indagine. Le irregolarità sarebbero 16 e riguarderebbero l'amministrazione guidata dal 2009 da Guido Podestà, ex Pdl oggi nel Nuovo Centrodestra.

Si tratta soprattutto di incarichi dirigenziali e assunzioni a tempo determinato per consulenze varie che avrebbero fatto sì che la Provincia abbia mancato l'obiettivo di riduzione della spesa, come previsto da un decreto del 2010 che obbligava ad abbattere le spese del 50% rispetto al 2009. Il problema è che sembra che non si sia nemmeno fatto un gran tentativo a riguardo.

La provincia ha speso due milioni e mezzo nel 2009 per retribuire a vario titolo figure manageriali, e ha speso due milioni e mezzo (con un risparmio nell'ordine di qualche migliaio di euro) nel 2010. Il tutto per pagare 85 persone per le quali, secondo la Corte dei Conti, sono "necessarie ulteriori giustificazioni circa la loro necessità". C'è anche il problema dei dipendenti che vengono assunti con contratti più ricchi, una prassi irregolare, visto che "non è possibile attribuire compensi diversi da quelli previsti dal contratto nazionale".

Una parte dei rilievi della Corte dei Conti riguarda invece la questione Asam, una controllata della provincia che detiene la quota di Milano Serravalle acquistata del 2005 dal predecessore di Podestà, Filippo Penati. Una quota che ha provocato minusvalenze per 300 milioni, e visto che non si riesce a venderla rischiano di arrivare fino a 500. Uno scenario che però non ha convinto chi di dovere a ridurre le spese, che anzi tra il 2011 e il 2012 sono cresciute sia per quanto riguardo il capitolo delle spese del personale (546mila euro), sia per quanto riguarda i servizi (due milioni e mezzo), sia per quanto riguarda i due dirigenti e i due dipendenti, "con una retribuzione media pari a 156mila euro annui". Per non parlare delle spese per le consulenze straoridnarie, di quasi un milione e ottocentomila euro.

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