Rinascerà nel 2016 il Teatro Lirico e si chiamerà Gaber

Un investimento di 16 milioni, 600 giorni di lavoro previsti, a partire dal momento in cui verrà aggiudicato il bando internazionale per la gestione. Il bar-ristorante con vista sull'interno del teatro sarà il primo in Italia

lirico

Il Comune di Milano ha presentato alla cittadini il piano per restituire alla città un Teatro ricco di storia e chiuso dal 1999. In un primo tempo le Amministrazioni comunali succedutesi nel tempo avevano sperato che i lavori avessero potuto concludersi in tempo per Expo 2015, ma contenziosi amministrativi e altri intoppi hanno costretto la giunta Pisapia a fissarne la fine nel 2016.

Un investimento di 16,5 milioni, 600 giorni di lavoro previsti, a partire dal momento in cui verrà aggiudicato il bando internazionale per la gestione che sarà pronto a breve. Obiettivo: riconsegnarlo alla città non più in tempo per Expo, ma almeno per la fine del mandato della giunta. La particolarità dell'operazione, voluta anche dal consiglio comunale, è che il progetto è stato realizzato interamente dagli uffici tecnici del Comune assieme al Politecnico rispettando la storia del teatro, che negli ultimi tre lustri è stato più volte al centro di promesse e di bandi andati deserti. Si cercava, sempre, un privato che investisse ingenti risorse sulla ricostruzione del Lirico, ma la soluzione è stata quella di finanziare direttamente il restauro.

A lavori ultimati il Lirico avrà 1500 posti, meno di quelli di una volta ma con in più spazi multifunzionali di tipo commerciale compreso un "belvedere" insonorizzato con vetrata affacciata sul palcoscenico e che potrebbe comprendere anche un ristorante secondo la nuova tendenza ad abbinare cibo e cultura che dovrebbe attirare sponsor privati.

Abbinamento in realtà non nuovo perché già praticato nei teatri del XVIII secolo, e sino alla metà circa dell'Ottocento, quando i retropalchi erano delle cucine e nei foyer erano ubicati anche pasticcerie. In una corrispondenza da Milano Stendhal riferisce che entrando alla Scala la prima cosa che l'aveva colpito era stato un "intenso, inconfondibile odore di pollo fritto".

C'è solo da sperare che, a Lirico di nuovo aperto, chi starà consumando un pasto nel belvedere riuscirà nel contempo a seguire quanto avviene sul palcoscenico e non lo trasformi in semplice sottofondo, come avviene nei supermercati.
Il costo, sulla carta, dell'intera operazione è stato fissato in poco più di sedici milioni euro.

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