Metro Milano: il piano per la sponsorizzazione della fermate

Contratti di uno o due anni, in cambio di soldi o di una riqualificazione della stazione.

Chi pensava che l'idea della giunta di sponsorizzare le fermate della metropolitana fosse poco più che una provocazione, probabilmente si sbagliava. Palazzo Marino sta infatti procedendo sulla strada che porterà i nomi delle fermate ad affiancarsi a marchi di moda o tecnologici (o tutti quelli che potranno permetterselo).

Non un abbinamento definitivo, ma che durerà solo il tempo del contratto, un anno o due. Per cui sarà anche il caso di abituarsi al fatto che le fermate cambieranno nome. E poco importa se questo genererà confusione, come accadeva ai bei tempi del PalaTrussardi, PalaVobis, PalaSharp, ecc. ecc. Come si farà per avere il nome del proprio brand accanto alla fermata Duomo (prezzi più modici per la fermata Porto di Mare, immaginiamo)? Si dovranno versare soldi, ovviamente, oppure occuparsi della riqualificazione della stazione e dei dintorni.

Ne ha parlato l'assessore Maran: "Non possiamo pensare che in futuro il servizio di trasporto pubblico si baserà solo sul prezzo dei biglietti. Non abbiamo alcuna intenzione di varare nuovi aumenti alle tariffe, ma per questo dobbiamo avere una strategia forte di entrate alternative". E l'alternativa è quella che la delibera del 6 dicembre scorso definisce "affiancamento di nome/logo/marchio dello sponsor alla denominazione delle linee metropolitane e/o stazioni metropolitane".

Non solo fermate quindi, ma anche linee metropolitane. Va ricordato, a tal proposito, che i soldi che possono entrare da tutta l'operazione non sono pochi, visto che Madrid incassa 3 milioni di euro dalla sponsorizzazione di Vodafone della fermata Puerta del Sol. E qui si parla di cento fermate, certo non tutte con lo stesso valore. Il tutto sarà gestito da Atm, con un ruolo di punta per il concessionario pubblicitario Igp Decaux.

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