Serata di beneficenza di Virgin Poker: foto e reportage

Poker e beneficenza

Anche questa volta sono riuscito - e non è stato facile - ad ottenere un invito per una serata milanese stratosferica, direi la metonimia di un certo tipo di Milano da bere edificata su flûtes di Champagne dai bordi dorati, shopping in Montenapoleone, Porsche Cayenne, cocaina, frequentazioni di party esclusivi, eccetera.

L'equazione è semplice: poker = soldi = vip = serata di gala e beneficenza ovvero luogo perfetto dove infiltrarsi con lo spirito saccente di colui che non c'entra nulla, ma ha la presunzione di sputare nel piatto imperlato di diamanti in cui mangia.

L'occasione è stata è il Virgin Games Charity Gala cioè una festa per promuovere il lancio di Virgin Poker in Italia e di beneficenza per i terremotati dell'Abruzzo. Il costo biglietto era di 100 euro a testa, ma se giuravi solennemente che non avresti fatto altro che parlarne... beh, l'ingresso era gratuito...

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Inutile dire che ieri sera ho fatto così. La location era il lussuoso Visionnaire, il fu cinema Cavour ora trasformato in un luogo affittabile per eventi radical chic. Già ci eravamo occupati lo scorso aprile dell'inaugurazione di Virgin Active, la Microsoft del fitness, una delle tante proprietà del magnate miliardario Sir Richard Branson.

L'imprenditore, ormai prossimo alla sessantina e con un patrimonio stimato di 4,4 miliardi di dollari, è riuscito a guadagnarsi la nomea di fricchettone, di capitalista hippie, del simpaticone che vuole evitare il formalismo di giacca e cravatta, dell'amico della “cumpa”. Solo che questo vitaminico Sir, invece di andare in riviera, in vacanza va nello spazio.

Branson ha deciso di investire anche nel poker, cercando di inserirsi in questo mercato in cui attualmente sembra esserci spazio per tutti. La beneficenza è un buon modo per farsi pubblicità, per divertirsi e sbevazzare navigando nel lusso sfrenato, ma senza risultare troppo menefreghisti nei confronti del resto del mondo. Le celebrità insegnano che per farsi amare si deve essere mondani, ma nello stesso tempo impegnati nel sociale.

Questo è il marketing del terzo millennio e la beneficenza è il nuovo business. Anch'io che sto scrivendo di questa serata con toni sarcastici sto contribuendo, senza volerlo, al viral marketing, perché basta che se ne parli. Un po' mi sento in colpa, ma cosa ci volete fare?

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Ieri sera, in occasione dell'inaugurazione della poker room di Virgin Active, si poteva giocare a texas hold'em con lo stesso Branson e altre star che sono ormai caduti nell'alveo dei VIP di serie B come Ringo e Stefano Tacconi. Seedorf, attesissimo perché co-partner della serata di beneficenza, ha dato forfait all'ultimo minuto.

Nel lussuoso spazio del Visionnaire un target saltava subito all'occhio: avete presente gli smanettoni che hanno 1.000 amici su facebook, twitter ed usano friendfeed per comunicare quanto sono trendy e flickr per esporre le loro foto con pretese artistiche? Quelli che sanno e fanno molte cose e... ve le raccontano tutte.

In eventi del genere questi cyber-vanitosi-opinion leader sono sempre i benvenuti. La presenza di VIP, non in quanto apprezzati per la loro arte, quanto per la natura ontologica dell'essere persone famose e conosciute dal resto del mondo, è un'iniezione di steroidi anabolizzanti per il loro ego che necessita di una palestra quotidiana.

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Poi c'è il jet set nella Milano rampante; quelli che un tempo erano definiti Yuppies e ora, dall'autorevolezza del Sole 24Ore, Muppies (Multimedia Urban People Pushing Internet Economy), giovani imprenditori con le loro accompagnatrici dai tacchi alti e cosce lunghissime, Jessica Polsky con un vestito realizzato con fiches da poker e altre bellissime modelle di Virgin, che hanno solo la funzione di sorriderti.

Cosa comunque gradevole! I comici Luca e Paolo delle Iene fanno un siparietto comico, Alain Clark e Mario Venuti cantano una canzone poi fuggono catapultandosi via (con i soldi in tasca) mentre le Escala, violiniste sexy, fanno la loro figura con i loro strumenti d'argento. E forse sono le ospiti più gradite della serata; a parte Sir Richard Branson, che ha permesso che i bicchieri di quattrocento persone siano stati sempre pieni di Champagne. Almeno fino all'una di notte.

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