All City Writers: un'antologia ne racconta le gesta



All City Writers: 410 pagine, 620 articoli, 1250 immagini, 250 artisti coinvolti. Storie finora circolate all’interno delle stesse crew raccolte e messe nero su bianco per raccontare con scientificità il fenomeno del writing, sottocultura urbana. Una quantità enorme di contributi raccolti in questo librone oversize (le immagini sono sul sito su Layout Preview) che sarà presentato sabato 7 novembre al Lambretto di Milano (Alle 18.00: conferenza stampa dell'autore. Alle 19.30: Apertura mostra al pubblico e anteprima del progetto di allestimento video, presentato nei 1500 mq. All’evento saranno presenti writer e ospiti provenienti da New York City e dalle principali capitali europee).

L'autore, Andrea Caputo, ha raccolto decine di interviste nelle capitali del writing e completato l’opera con un lavoro graficamente curatissimo per ricerca iconografica. Il tutto arriva sugli scaffali di librerie e street shop Carhartt, sponsor del progetto. Di seguito uno stralcio all’intervista di Artsblog a Caputo:

In All City Writers alcuni capitoli sono direttamente legati a specifiche città ritratte durante gli anni 90: Milano, Roma o Bologna, per citarne alcune. Credo che ogni realtà fosse parte di una scena peculiare, distante da quella di centri limitrofi più per mentalità che per kilometraggio. Milano fu segnata dalla matrice dei quartieri e delle crew che spesso “presidiavano” le hall of fame della propria area. In questo senso, il concetto di “proprietà” dei muri era molto forte, generando una scena profondamente diversa, ad esempio, da quella romana; nella capitale l’ossessione per i vagoni della metro spostò l’attenzione su altri target, influenzando l’attitudine delle crew locali.

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