L'attico horror di Zona Fiera

Tutto il quartiere protesta.

Forse bisognava pensarci un po' prima, perché ormai i lavori di ristrutturazione sono completati, l'attico è in vendita e insomma è molto difficile che ci si possa fare qualcosa. Fatto sta che la notizia dell'attico horror lanciata oggi da Repubblica sta facendo infuriare tutti gli abitanti del quartiere Fiera di Milano, dove, per la precisione all'incrocio tra via Domenichino e via Bianchi, questo attico si trova. E già è stato ribattezzato con diversi soprannomi che fanno capire l'apprezzamento verso il "container", "ecomostro", "carcere".

D'altra parte è difficile non notare quella sorta di gabbia abbarbicata all'ultimo piano di un bellissimo palazzo anni '30. Un intervento che fa sembrare quello per la Scala di Milano roba da dilettanti. Tante colonne, qualche finestra e soprattutto quel bianco che "spara" decisamente e che, per gli abitanti della zona, è un vero e proprio pugno dell'occhio. Ma perché solo adesso sono scattate le proteste, possibile che nessuno si sia accorto di cosa stava accadendo?

Il fatto è che fino a pochi giorni fa era ancora tutto impacchettato - i lavori sono iniziati a febbraio - e nessuno sapeva nulla di quello che si stava combinando là dietro. Chi lo sapeva - e cioè la Commissione paesaggistica del Comune - ha dato il nulla osta dopo due tentativi andati a vuoto, e quindi è tutto perfettamente in regola. Il palazzo, nonostante sia un signorile anni '30, non è vincolato, e di conseguenza la soprintendenza alle belle arti (che di solito non dà permessi con tale facilità) non ha potuto esprimere il suo parere.

Parlando con Repubblica Milano, l'architetto Fradegrada, che del progetto si è occupato, spiega la sua versione: "È prassi non fare più i falsi storici che si mimetizzino con l'edificio, ma progetti nuovi che riprendano le caratteristiche e le scansioni dei piani sottostanti. La città è stratificazione". E per quanto riguarda il colore, che tutto sommato è ciò che ha suscitato la maggior parte delle critiche? "È solo provvisorio, pensavamo a un tono simile a quello del palazzo". Qualche speranza di ridurre l'impatto, insomma, c'è.

attico via domenichini

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