Elezioni Comunali 2014: i piccoli centri e la (letterale) guerra all'ultimo voto

Uno spaccato di vita reale in un anonimo comune con meno di 20mila abitanti

Caro/a candidato/a...,

non so se ti ricordi il film "Gli Onorevoli" del 1963, in cui Totò tormentava i malcapitati potenziali elettori giorno e notte con il mantra:

"Italiani! Elettori! Inquilini! Coinquilini! Casiliani! Quando sarete chiamati alle urne, per compiere il vostro dovere, ricordatevi un nome solo: Antonio La Trippa. Italiano! Vota Antonio La Trippa! Italiano! Vota La Trippa!"

Passano gli anni ma la situazione non è poi tanto diversa, soprattutto nei piccoli centri. Infatti quando si avvicinano le elezioni in un comune della provincia - per intenderci, uno di quelli con meno di 20mila abitanti come il nostro - si scatena davvero la guerra all'ultimo voto.

Senza esclusione di colpi.

Soltanto nelle elezioni comunali infatti, in un risicato paese, il voto di un singolo cittadino vale oro. Perchè alla fine della fiera è davvero l'unico caso in cui una preferenza in più o in meno può fare la differenza.

All'improvviso ti ritrovi con un sacco di amici, che non sapevi di avere: ti viene il sospetto che entrare a far parte di una lista sia come chiedere l'ammissione per quelle vendite 'a piramide' in cui devi portare in dote la mamma, la zia ottuagenaria e la cugina di quarto grado. Oppure gli ex compagni di classe di elementari e medie.

Al di là del fatto che nella spropositata quantità di liste a nostra disposizione ci sono davvero tutti, dal dentista (che speriamo non si metta a fare propaganda politica con i ferri in bocca che non è bello) alla maestra che ti ha insegnato a scrivere (e che magari si aspetta che tu le faccia vedere come sei diventato bravo a mettere le crocette).

I peggiori sono i candidati in cerca di riconferma, che saltan fuori da ogni angolo - reale e 'social' - generalmente dopo una quiescenza di cinque anni.

E sono straordinariamente impazienti di propinarti il loro predellino, non c'è verso di scamparla. Quando pensi di essere al sicuro infatti, una sera apparentemente tranquilla, può capitare di ritrovarti questo messaggio nella chat di Facebook:

Ciao! Quanto tempo! Come va? [...] Non so se già ti sei fatta un'idea su chi e cosa votare (+ faccina sorridente che ispira fiducia)

Beh, considerando che non ci si vede dal 2009, ovvero dall'ultima tornata elettorale, direi che è un ottimo punto di partenza.

Oppure ti può capitare che ti chiedano direttamente un impegno 'concreto', nel senso della tua candidatura.

Due liste.
Diverse. Ma proprio di due schieramenti diversi intendo - e diametralmente opposti -.

Ovvio, come non essere lusingati di tanta attenzione
per meriti a me ignoti.

L'egocentrismo ti porterebbe a pensare che sei diventata improvvisamente una persona interessante (una candidatura che potremmo definire scajolana), ma più realmente, trattasi niente di più che di candidatura 'tappalista'. Specie se, toh, ci sarebbe da raggiungere l'agognata quota rosa.

Quindi, caro candidato/a

stai pur tranquillo che il prossimo 25 maggio ci andrò a votare, giurin giurello.

Però purtroppo sono una persona dannatamente smemorata. Non so perchè ma perdo la memoria ogni cinque anni, non c'è proprio verso: non mi ricordo chi è il mio dentista, la mia maestra delle elementari e con mio sommo rammarico, non ricordo proprio nulla dei tempi della scuola.

Per cui, ti faccio i miei migliori auguri e

ti ringrazio per il tempo che mi hai dedicato (cit.)

Antonio_la_trippa
Immagine tratta dal film "Gli Onorevoli" (1963). Le cose non sembrano poi molto cambiate da allora.

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