Truffe a Milano: lo specchietto rotto in macchina

truffa specchietto a Milano

A me è capitato qualche settimana fa in piazzale Maciachini, mentre andavo verso viale Jenner: a un certo punto sbam! sento qualcosa che sbatte contro la portiera della macchina, sul lato passeggero. A breve distanza un individuo su una Fiesta di qualche anno fa abbassa il finestrino, inizia a sbraitare qualcosa con accento partenopeo, mi chiede di fermarmi...

"Mi hai preso dentro lo specchietto! Guarda che danno! Pagami!" urla. Sospettando la cialtronata, non mi sono fermato, e ho proseguito ignorandolo, anche perché nel frattempo mi era saltato in mente un vecchio post di 06blog. Illuso, credevo che Milano fosse immune o quasi alla celebre "truffa dello specchietto", un piccolo classico a Roma e a Napoli.

Come funziona? In pratica uno vi tira un sasso o una moneta, contro la portiera, voi siete al volante distratti, non vi accorgete di niente. A quel punto un complice sfanala e tenta di farvi accostare. Se accostate, vi chiede del denaro per il danno. Nel mio caso, mi ha seguito fino a piazzale Lugano, suonando e lampeggiando, per poi mollare il colpo: vediamo cosa fare in questi casi...

Se vi capita, non fermatevi: di solito è gente con cui non è il caso di discutere. Chiamate il 113, o fatevi seguire dal simpatico truffatore in una strada che vi porti fino al commissariato più vicino, poi, fermatevi lì davanti. Su 06blog, oltre al post di cui vi dicevo prima, c'è un fantastico "manuale" su cosa fare in casi del genere - a quanto pare nell'Urbe deve essere una truffa piuttosto frequente...

L'autore del breve vademecum, che direi valido anche a Milano, è un affezionato lettore, Albert1:

Ripeto, qualora sospettiate di essere vittime di questo scherzo, ci sono due soluzioni:

1) se si preferisce non “inguaiarsi”, NON scendere mai dalla macchina, far capire che si ha molta fretta, cominciare a portarsi rapidamente verso una zona non isolata e con molta gente: pressochè inutile chiamare 113 o 112, non fanno comunque in tempo ad intervenire. L’ideale sarebbe con un po’ di fortuna incrociare una macchina dei Carabinieri, Polizia o Vigili e attirare la loro attenzione. Se il tizio si avvicina e non ci possiamo muovere (fila, semaforo) aprire un filo di finestrino e (sportello chiuso con sicura) dargli un numero di telefono qualsiasi e dirgli di prendere la targa. Poi ci sentiamo (sì, certo). Serve solo per prendere il tempo necessario a far scattare il verde e muoversi verso lidi più sicuri. In ogni caso, MAI scendere dalla macchina e mettersi a discutere, a meno che non siamo nella condizione 2, come di seguito:

2) se valutiamo di poter sdraiare a mazzate il tipo (o se magari siamo tre in macchina), spegnere il motore, levare le chiavi, scendere tutti insieme con aria determinata e cominciare a compilare un CID. Di solito al momento della richiesta dei dati dell’assicurazione i tipi “mollano”. Se poi nel corso della cosa abbiamo la sicurezza di essere in stato di superiorità, potrebbe essere divertente non lasciarli andare via e cominciare ad invertire la situazione. Farsi lasciare 20 euro da loro è una discreta soddisfazione.


Foto | Flickr

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