L'Altra Sede della Regione Lombardia e i parcheggi per gli impiegati: storia di una città auto-dipendente


L'inaugurazione dell'Altra Sede della Regione Lombardia e l'emergenza inquinamento di questo inizio gennaio possono a prima vista apparire due eventi del tutto slegati, accomunati soltanto da una mera coincidenza temporale.

In realtà, a ben vedere, alcune caratteristiche del nuovo "tetto di Milano" (e d'Italia) sono in grado di illustrare in modo emblematico perchè la nostra sia una città in cui la dipendenza dall'automobile non fa che accrescersi ogni anno che passa.

Durante la mia visita al grattacielo, qualche giorno fa, sono infatti stato informato dalla ragazza che ci guidava al 39° piano del fatto che sono stati costruiti tre piani di parcheggi, per un numero di posti esattamente equivalente a quello dei dipendenti della Regione che verrano trasferiti nella nuova sede.

Dove sta il problema? Semplice, nel fatto che ci troviamo in una delle zone di Milano meglio servite dai mezzi pubblici: nel raggio di alcune centinaia di metri si possono contare infatti alcune fermate della metropolitana (Sondrio, Gioia, Zara, Centrale, Garibaldi), numerosi mezzi di superficie e ben due stazioni ferroviarie.

Ebbene, se - nonostante questo - i piani dirigenziali della Regione hanno ritenuto che sia un diritto dei dipendenti non solo recarsi al lavoro in auto, ma anche trovare con sicurezza pari al 100% un posto coperto e sovvenzionato dal datore di lavoro (e quindi con le nostre tasse), allora vuol dire che la battaglia per una città meno auto-dipendente è persa in partenza.

Per manifesta mancanza di volontà del principale attore chiamato in causa: le istituzioni locali.

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