Milano Gay Life: la app per il mondo LGBT

Lanciata dal Comune, e non mancano le polemiche.

Milano scopre il mondo della comunità gay. E non si tratta solo di un modo per "recuperare un ritardo di vent'anni rispetto alle altre capitali europee", ma anche di un modo per avere un forte ritorno economico, favorendo la scoperta di eventi, sconti in esercizi commerciali convenzionati, locali notturni, palestre e centri estetici aperti alla comunità Lgbt.

Tutto questo attraverso una app, Milano Gay Life, che si può scaricare sul sito www.turismo.milano.it (o direttamente da qui): "Grazie a questa app vogliamo dare la possibilità a tutti di scoprire al meglio l'offerta di Milano in un'ottica gay-friendly. Si tratta di un passo piccolo ma significativo che dimostra la volontà della città di essere una realtà priva di ogni discriminazione", spiega l’assessore al Turismo Franco D’Alfonso.

A creare la app sono stati quattro giovani startupper che rispondono ai nomi di Gabriele Pravettoni Farinelli, Nicolas Nemni, Diletta Andreozzi e Filippo Hasbani. Cosa che ha fatto storcere il naso ad alcuni, che hanno lamentato come si tratti di un'applicazione creata escludendo e non coinvolgendo i diretti interessati, ovvero chi gestisce locali gay-friendly, e soprattutto "censurando" alcuni aspetti.

È la posizione per esempio di Marco Albertini, direttore di Pride, che spiega: "È un'operazione sessuofoba, non tiene conto delle istanze di chi verrà a Milano anche per il turismo sessuale". Ci si riferisce al fatto che nella app sono stati esclusi i locali dedicati agli incontri e al cruising (fondamentalmente, andare in un locale per rimorchiare). Ma si tratta di polemiche abbastanza isolate, nel complesso gli esponenti di ArciGay o del'associazione Certi Diritti sottolineano come la cosa sia un passo avanti importante, un'applicazione che ha un obiettivo commerciale ma che contribuisce al cambio di passo.

TURKEY-HOMOSEXUALITY-RIGHTS-GAY-PRIDE

  • shares
  • Mail