Dopo viale Padova: cosa succederà nelle strade della rivolta?

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Dopo la rivolta in viale Padova di sabato sera, si è scritto e detto un po' di tutto: Matteo Salvini ha democraticamente proposto, dalle pagine de Il Giornale, l'ultima boutade che serve solo a gettare benzina sul fuoco

«Fermiamo per un anno le vendite di case e di attività commerciali a tutti gli extracomunitari»

applicabile anche a svizzeri, statunitensi, o giapponesi. Roberto Maroni invece, ha una visione più ampia della questione, e la spiega sul Corriere:

Io dico: vanno espulsi i clandestini, ma non si risolve un problema come via Padova con i blitz e le camionette. La soluzione non è lo Stato di polizia»

Roberto Maroni dice anche cose sensate e condivisibili, nell'intervista uscita sul quotidiano di via Solferino: dateci un'occhiata. Ma chi vive nella zona? E' chiaramente esasperato: ma non da oggi, da almeno dieci anni, in cui si è fatto zero per "sistemare" viale Padova. Tre anni fa, avevo parlato col classico comitato di residenti. Tutta gente che viveva nei palazzi davanti alla fermata Pasteur della metro, teatro di spaccio generalizzato...

...spaccio principalmente di cocaina, anche fumo e altro, ma soprattutto cocaina: cocaina di pessima qualità, "intonaco", roba per gonzi o per chi proprio non ne riesce a fare a meno, e vuole provare il brivido dell'acquisto "on the road". Un mercato all'aperto, attivo soprattutto di notte: che era riempito però di milanesi. Milanesi che accostavano, quattro frecce, e via: andavano ad acquistare il grammo per fare serata, magari in un qualunque locale della zona.

Sempre tre anni fa, c'era anche stata una manifestazione di questi residenti. Zero conseguenze: Moratti e De Corato si erano presentati al termine del corteo - organizzato dal consiglio di zona - e avevano tentato di calmare gli animi dei residenti, inferociti per la situazione. Poi dopo le parole, sarebbero arrivati i Defender dell'esercito, i militari per le strade voluti da La Russa, che avevano e hanno però, uno scopo principalmente dissuasivo. Cioè: hanno fatto poco di pratico, ma molta scena, sì.

L'atto pratico, in Pasteur, fu una mega retata qualche mese dopo quel corteo: ci furono parecchi arresti, poi pian piano si tornò alla situazione precedente. Adesso c'è voluto il morto, e la rivolta conseguente, perché si tornasse a parlare della "emergenza viale Padova", che c'è: ma è stata abbastanza ignorata dal Comune, senza voler dare responsabilità a destra o sinistra. Un pezzo di città è stato lasciato andare alla deriva, fine. Ma da decenni: cosa si poteva fare per arginare la situazione?

Qui sarebbe bello se ci fosse qualche residente, che ci racconti le cose dal suo punto di vista: le promesse fatte e non mantenute del Comune, se ci sono state, gli interventi di riqualificazione, se sono stati proposti e se ci sono stati, come una convivenza in un quartiere multietnico, sia diventata impossibile. Raccontateci il vostro punto di vista.

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