Le ronde a Porta Venezia

Cittadini e commercianti si inventano vigilantes per "combattere il degrado". Il comune prova a stoppare l'iniziativa.

Vi ricordate quel breve lasso di tempo in cui si temeva che davvero le ronde di vigilantes potessero diventare realtà, in seguito all'iniziativa della Lega Nord? Fortunatamente il tutto durò il tempo di qualche dimostrazione, di qualche passeggiata in camicia verde, poi la vicenda si risolse in un flop clamoroso e sulle ronde calò l'inevitabile velo pietoso.

Oggi, però, le ronde tornano a far parlare di sé. Da quel che si capisce dietro non c'è più la Lega Nord, ma la spontanea adesione di cittadini e commercianti che non vedono l'ora di improvvisarsi vigilantes per combattere "il degrado di Porta Venezia". Giovedì scorso l'avevano annunciato al consiglio di zona 3 e adesso hanno intenzione di mantenere la parola data. Tremate banditi, l'area tra piazza Oberdan, via Palazza, Tadino, Lazzaretto e Panfilo Castaldi sarà d'ora in poi presidiata tutta la notte, dalle 20 alle 6 del mattino.

Con chi ce l'hanno questi volenterosi cittadini? Con gli eritrei che da sempre abitano il quartiere, buona parte dei quali profughi (cosa che si sta trasformando da situazione che merita solidarietà, a colpa), e con gli "eccessi della movida". A lanciare l'iniziativa è il presidente di Asscomm Porta Venezia, Luca Longo, in questo spalleggiato dall'ineffabile Riccardo De Corato, mai dimenticato vicesindaco nonché sceriffo di Milano. E non ci saranno solo le ronde, ma addirittura un gruppo anticontraffazione, che segnalerà in maniera puntuale alle forze dell’ordine le situazioni di illegalità che sono sempre più diffuse nell’ambito del commercio.

Una vera e propria task force insomma, teste di cuoio meneghine pronte a ristabilire l'ordine laddove il caos ha preso il sopravvento. Della cosa ha parlato anche De Corato: "I volontari vogliono dare sicurezza al loro quartiere e io sarò al loro fianco in questa battaglia che debutterà giovedì. Il clima nella zona di Porta Venezia è diventato insostenibile a causa della disastrosa gestione dell’emergenza profughi dell’Amministrazione Arancione. I cittadini non possono fare altro che agire in prima persona, segnalando e scoraggiando, attraverso l’utilizzo di fischietti e videocamere, la presenza di bivacchi e altre forme di criminalità”.

Sarà al loro fianco, per infondere sicurezza nella meritoria e difficile battaglia, da combattere armati di fischietti (?) e telecamere. Due armi notoriamente davanti alle quali anche i criminali più pericolosi si danno immediatamente alla fuga. Di pettorine vestiti, gli otto eroi (tanti dovrebbero essere inizialmente i vigilantes) si recheranno là dove la polizia non osa intervenire.

Da parte del comune, ovviamente, è infatti arrivato un monito a lasciar perdere le ronde e lasciare che siano le forze dell'ordine a occuparsi, per l'appunto, di ordine pubblico: "Per fronteggiare la pressione esercitata sul quartiere con l'emergenza dei profughi eritrei l'amministrazione ha messo in atto una serie di misure nella zona di Porta Venezia e agisce su un doppio binario: l'accoglienza e la polizia locale". Anche gli assessori hanno ribadito di aver chiesto che polizia di Stato e Carabinieri intervengano per "fronteggiare il tema dell'immigrazione a Milano di cui hanno specifica competenza".

Ma in attesa che le forze dell'ordine battano un colpo, della sicurezza di tutti si occuperanno loro: i vigilantes armati di fischietti.

AaAmB

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