Grande Brera: il progetto (finalmente) parte

Dopo anni di attesa, via al primo cantiere per la Pinacoteca.

Dopo 40 anni di discussioni (!), il progetto Grande Brera parte davvero. Nel suo complesso, i lavori porteranno al trasferimento dell'Accademia di Belle Arti negli spazi in disuso della caserma di via Mascheroni (zona Fiera) e l'ampliamento delle sale espositiva della Pinacoteca, che rimarranno nel palazzo Citterio dove già oggi ha sede. L'ultimo ritardo era stato causato dalle verifiche e dai ricorsi contro il progetto vincitore del bando, quello di di Research consorzio stabile Scarl firmato dall'architetto Amerigo Restucci.

I dubbi erano venuti in seguito al ribasso del 38% sulla base d'asta di 17 milioni, considerato "anomalo" dalle istituzioni delle Belle arti responsabili dell'operazione. Verifiche fatte (responso: tutto ok) e ricorsi rigettati dal Tar, adesso si può partire per davvero. Ma che cosa prevede la fase iniziale del progetto Grande Brera? Nei prossimi due anni, nel palazzo di via Brera, cominceranno i lavori che porteranno ai nuovi allestimenti di 6.500 metri quadrati dedicati all'arte del Novecento.

Si parla delle collezioni Jesi, Vitali, Zavattini; collezioni che al momento sono sacrificate negli spazi angusti della Pinacoteca se non addirittura sepolte nei depositi. La parte storica del palazzo sarà conservata (la faccia avrà per un colore più chiaro, che si ritiene fosse quello originario), sarà sistemato anche il giardino, che verrà collegato con l'orto botanico e trasformato in un museo a cielo aperto, dove dovrebbero trovare spazio le scultere dei "Sette savi" di Melotti.

La direttrice della Pinacoteca, Sandrina Bandera, spiega invece come sarà costituito il nuovo percorso espositivo interno: Si comincerà con "Fiumana" di Pellizza da Volpedo, per poi proseguire lungo tanti ambienti piccoli e articolati, perfetti per valorizzare le collezioni da esporre". Niente grandi open space, quindi, ma la conformazione di Brera sarà perfetta per differenziare le diverse collezioni. Il secondo piano, invece, sarà dedicato alle mostre temporanee.

I fondi necessari per tutto il progetto raggiungono i 108 milioni di euro, per ora ce ne sono solo 23, ma intanto si può cominciare. Nessuna speranza che il tutto sia pronto per Expo 2015, ma si pensa di poter comunque organizzare qualche "visita al restauro", che si potrà anche seguire in diretta su un sito internet, che si chiamerà Verso Grande Brera ma di cui ancora non c'è traccia.

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