Expo 2015: le mani della 'ndrangheta su appalti e turismo

L'allarme del comitato antimafia.

Doveva essere un Expo 2015 mafia-free, ma le cose non sembrano andare per il verso giusto, almeno stando agli allarmi lanciati da Nando Dalla Chiesa, presidente del Comitato anti-mafia del Comune di Milano. "Nei cantieri di Expo e delle opere funzionali abbiamo rilevato segni di presenza mafiosa e la capacità delle organizzazioni criminali di inserirsi in opere anche appaltate direttamente da Expo: c'è una situazione che deve essere controllata meglio".

In particolare, Dalla Chiesa si riferisce a un'impresa in cui opera un pregiudicato calabrese. È immaginabile che un dossier sull'impresa in questione sia stato inviato alla Dda, alla prefettura e al presidente dell'Anticorruzione Cantone. Ma non sarebbe un caso isolato: le segnalazioni di infiltrazioni criminali nei cantieri sarebbero numerose. Il sindaco Pisapia cerca di evitare allarmismi: "È un invito a non abbassare la guardia", facendo poi il punto sui controlli in essere.

Il comitato di vigilanza sulle Grandi opere ha controllato 1.124 mezzi e 2.400 persone, la prefettura ha emesso 51 misure interdittive e insomma la battaglia continua. Il problema, però, è che la 'ndrangheta e le altre organizzazioni non si muovono su un solo fronte. E sembrano aver messo gli occhi anche sul turismo in vista di Expo 2015, mettendo in piedi una loro industria dell'accoglimento (stanza da affittare per chi deve soggiornare a Milano) non solo in nero, ma fatta anche sulla pelle degli imprenditori, che vengono "scoraggiati" dal provare a inserirsi in questo business.

Per reagire di fronte a questo nuovo sconfinamento il Comune pensa di mettere a disposizione un struttura dedicata - e immaginiamo un sito internet - per spiegare ai turisti come soggiornare legalmente senza correre il rischio di dare soldi ai clan.

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