Petrolio nel Lambro: la Procura indaga per disastro ambientale e avvelenamento delle acque

lambro petrolio cinta

L'altro ieri, il disastro del Lambro: da Villasanta, dalla Lombarda Petroli, si sversano nel fiume migliaia di litri di petrolio, 8mila metri cubi secondo stime accreditate. Questa sciagura, l'ha raccontata bene Ermanno Olmi sul Corriere di stamattina, in un pezzo commovente, ma di quello parleremo dopo il salto. Per prima cosa: accertata la natura dolosa, sarebbero stati tre i criminali che avrebbero compiuto il gesto.

La Procura di Monza ha deciso di aprire un fascicolo, al momento a carico di ignoti, per disastro ambientale e avvelenamento delle acque: dietro il sabotaggio che ha massacrato un ecosistema, potrebbe esserci una speculazione edilizia, almeno a quanto si legge sulle pagine locali di Repubblica, dove viene spiegato anche il complesso procedimento necessario inondare il fiume di liquami

(...) per svuotare le cisterne è necessario sbloccare le valvole, attivare nella giusta sequenza tre comandi e attendere che gli idrocarburi vengano aspirati dal fondo e pompati in apposite tubature. Solo a questo punto si possono aprire le ultime paratie che dovrebbero essere collegate ad autobotti

Infami. Ma ora torniamo al pezzo di Olmi...

Ecco cosa racconta il regista:

Non e' passato neanche un secolo e i colossali altiforni di fuoco e ferro giacciono spenti nel mortificante abbandono dell'inutilita'. Ed e' stata proprio questa decadenza che ha generato un nuovo evento, questa volta non piu' programmato dall'uomo ma dal suolo medesimo che senza piu' oppressioni, abbandonato a se stesso, ha silenziosamente ricomposto le sue ferite e trovato l'armonia delle sua condizione primigenia. La frequentazione della troupe per le riprese del documentario aveva una certa regolarita', e cosi' ogni volta andavo a spiare la famigliola di papere che abitavano le rive del Lambro. (.....) Se fossimo davvero onesti con noi stessi, dovremmo fare un elenco di cui vergognarci. A cominciare da qualche innocua paperella che si godeva nella quiete del fiume il suo minuto spazio di sopravvivenza. Vederla nelle immagini della tv profanata dal liquido ributtante e mortifero del petrolio mi ha fatto sentire ancora una volta in colpa

grandissimo Olmi. Non ho ritrovato il suo pezzo sulle pagine web del Corriere, ma in giro lo si legge per esempio su SestoNotizie. Tornando ai risvolti cronachistici, e alle responsabilità - che qualcuno dovrà pur avere - sembra che la Lombarda Petroli avesse autocertificato i liquami presenti nello stabilimento come inferiori alla soglia di 5 milioni di litri, soglia al di sopra della quale è necessario sottoporre l'impianto a rigide misure di sicurezza.

  • shares
  • Mail
10 commenti Aggiorna
Ordina: