Smog a Milano, secondo la UE i dati sono "taroccati"

inquinamento

Dopo la beffa della giornata senza auto che avrebbe dovuto interessare tutto il Nord Italia e che invece ha visto sfrecciare nel centro di Milano le 10000 auto della Settimana della Moda e creare code in tangenziale per l'uscita dalla città prima delle 10 di mattina e in rientro dopo le 18, ecco una nuova tegola che cade dal cielo (è letteralmente il caso di dire) questa volta dall'Unione Europea.

Sotto accusa questa volta ci sono i dati forniti dalle centraline di rilevamento dell'Arpa, l'agenzia della Regione che si occupa di monitorare la qualità dell'atmosfera. Il sospetto che arriva dall'Europa, che ci guarda con un occhio critico visto i pessimi risultati delle strategie anti inquinamento fino a qui messi in atto, è che i dati raccolti e diffusi non sono esatti.

In pratica i rilievi pubblicati dicono che l'aria di Milano fa schifo, quando in realtà sarebbe ancora peggio. Confortante no? Il dubbio è nato in seno alla UE quando all'alba del 31 gennaio del 2007 una centralina mobile della Commissione Europea ha fatto dei «controlli di qualità» sulle stazioni di rilevamento lombarde. I risultati sono drasticamente differenti rispetto a quelli delle centraline dell'Arpa. Ma come può essere successo?

La speranza è che la differenza dipenda dalle tecnologie più avanzate e all’avanguardia del laboratorio mobile, peccato che i risultati sono molto differenti anche in test effettuati alcuni giorni dopo.

Si parla di una sistematica sottostima sistematica, soprattutto delle polveri sottili presenti nell'aria (il famigerato Pm10). Ora viene da chiedersi se alla luce di queste "rivelazioni"qualcuno dalla cima del Pirellone si deciderà finalmente a prendere qualche decisione seria in materia, altro che fare finta di fare gli ecologisti con una domenica al mese per poi riprendere tutto come era prima il lunedì. Anzi, alle 18 della stessa domenica!

Foto | Flickr

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