Sgomberato il campo rom di via San Dionigi

Tensione con gli abusivi, tre baracche andate a fuoco.

Un blitz della polizia nella mattinata di oggi ha messo fine alla vicenda decennale del campo rom di via San Dionigi, zona Porto di Mare. Le ruspe si sono quindi abbattute sulle baracche nonostante la resistenza degli occupanti, che avevano anche appiccato fiamme alte fino a venti metri in segno di protesta.

Il campo rom che si trovava nella periferia sud est della città (in una zona circoscritta tra i circoli sportivi di via Fabio Massimo, il parco della Vettabbia, l’abbazia di Chiaravalle, il raccordo dell’Autosole è ora solo un ammasso di macerie. 40 capanne abbattute, tre andate a fuoco, 60 persone allontanate delle 130 (di cui 38 minori) che erano state censite, anche se le stime parlano di 400 abitanti. In 34 hanno accettato il trasferimento nel centro di via Lombroso.

Non è un caso che il tutto sia avvenuto nel cuore di agosto, periodo in cui le famiglie romene spesso tornato in patria per trovare i parenti. All'intervento hanno lavorato polizia e carabinieri, assieme a vigili urbani, protezione civile, Amsa, volontari e anche rappresentanti del consolato romeno. Il comandante della polizia locale Tullio Mastrangelo si mostra soddisfatto: "Un'operazione storica, soprattutto sul fronte ambientale". Il comandante si riferisce a quello che era il business del campo rom: discariche abusiva, che per di più si trovavano a pochi passi dalla falda acquifera che qui emerge in superficie.

Dal 2011 a oggi sono stati 19 gli interventi in questo campo: sempre per reati legati all'abbandono di rifiuti pericolosi, scarichi abusivi, smaltimento mediante combustione. Ma tra gli abitanti regna lo scetticismo, dal momento che il fatto che nella zona ci siano numerosi altri campi fa pensare che i rom sgomberati da via San Dionigi troveranno facilmente un'altra sistemazione nei dintorni.

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