Regionali, giorno del giudizio per Formigoni. La Russa: "Non accetteremo esclusione"

Oggi o forse addirittura domani l’ufficio centrale della Corte d’Appello comunicherà se il controricorso della lista “Per la Lombardia” del presidente della Regione Roberto Formigoni ha le carte in regolare per la corsa al Pirellone. "Noi attendiamo fiduciosi - dichiara oggi su Repubblica e La Stampa il ministro della Difesa Ignazio La Russa, coordinatore regionale del Pdl - ma lo dico chiaro e tondo: non accetteremo mai una sentenza che impedisca a centinaia di migliaia di nostri elettori di votarci alle regionali. Siamo pronti a tutto". Già ieri il candidato del Pd Filippo Penati, ex presidente della Provincia, aveva commentato: “Formigoni è talmente tranquillo che ha sentito l'esigenza di far intervenire l'esercito”.

Lo staff del Governatore ha presentato il ricorso ieri verso le 13, e la Corte ha 48 ore di tempo per pronunciarsi. “Produciamo numerosissime sentenze che ci danno perfettamente ragione” ha tranquillizzato i suoi il Celeste, anche se Pdl e Lega (le cui liste decadrebbero in caso di “squalifica” di Formigoni) sono meno sereni. Di "dilettanti allo sbaraglio" ha addirittura parlato il leader lumbard Umbero Bossi.

Ieri inoltre i Radicali hanno rincarato la dose presentando altre due memorie alla Corte chiedendo anche la perizia calligrafica delle firme presentate a fronte di circostanze che “inducono a dubitare della stessa provenienza delle sottoscrizioni”. Secondo il leader della lista Bonino-Pannella Marco Cappato, escluso dalla corsa al Pirellone per non aver raccolto sufficienti firme, la lista "Per la Lombardia" avrebbe presentato certificati "rilasciati in data anteriore a quella dell'autenticazione del modulo". E sempre secondo i Radicali ci sarebbero irregolarità riguardo alla data di chiusura delle liste regionali.

Di cosa si discute? Il listino del Presidente, cui sono collegate le liste di Lega e Pdl, è stato presentato con 3.935 a sostegno, a fronte delle 3.500 richieste. Secondo l'ufficio centrale della Corte d'Appello, cui i Radicali avevano chiesto una verifica dopo la propria esclusione, ci sono 514 irregolarità: 126 casi di mancanza del timbro tondo sui moduli, 121 di mancanza della data di autenticazione, 229 casi di mancanza invece del luogo, e 28 di mancanza della qualifica autenticante.

Formigoni, checosì non sarebbe ammesso ammesso alla corsa al Pirellone per 79 firme mancanti, ha più volte ribadito che si tratta di "orpelli" non più necessari alla luce di svariate sentenze del consiglio di Stato che secondo il Pdl modificano la legge del 1995 a cui si riferisce l'ufficio della Corte d'Appello. Inoltre, sul caso dei timbri mancati, Formigoni è stato lapidario: "Le nostre firme sono state autenticate quasi tutte da consiglieri comunali, che come risaputo non hanno timbri personali, a differenza dei funzionari che usano quelli del Comune".

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