Elezioni Regionali, sabato tocca al Tar: per la Procura omissioni ma non reati nelle liste di Formigoni e Penati

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In attesa di essere salvato dal decreto che Berlusconi ipotizza per mettere fine al pasticcio liste, Roberto Formigoni venerdì ha aggiornato la sua agenda elettorale inserendo fra gli appuntamenti del week end la camera di consiglio straordinaria che si riunisce sabato al Tar per decidere della sorte del suo listino. Lunedì invece appuntamento con i giudici della Corte d'Appello che sorteggeranno l'ordine delle liste sulla scheda elettorale, con due giorni di ritardo a fronte del caos che regna sovrano in Lombardia.

La Procura, cui si erano rivolti i Radicali per denunciare comportamenti illegali nella raccolta firme da parte di Formigoni, da parte sua ci metterebbe subito una pietra sopra. I pm infatti chiedono l'archiviazione: ci sono omissioni, questo sì, ma nessun falso ideologico. Insomma, chi ha raccolto le firme per Formigoni non aveva cattive intenzioni, solo non ci sapeva fare.

Intanto gli uomini del Celeste hanno ricontato una per una le firme delle altre liste e come ci si attendeva Formigoni è passato al contrattacco: “Abbiamo la dimostrazione che c'è stata una macchinazione a più soggetti per escludere in maniera fraudolenta il centrodestra dalla competizione lombarda – si è sfogato sull'amico Giornale - Lo abbiamo dimostrato in maniera inoppugnabile: hanno più volte violato la legge ai nostri danni”.

Formigoni punta il dito contro la libertà concessa ai Radicali di esaminare le firme presentate a supporto delle altre liste, senza controllo e “con la possibilità di manipolarle”. E accusa: “Cinquantuno certificati elettorali, a una prima verifica segnati come presenti, dopo la visita dei radicali non c'erano più”. Inutile dire che la replica di Cappato, ex candidato della lista Bonino-Pannella, respinge al mittente piccato. Ma il Presidente ne ha anche per Penati: pure le sue liste, secondo il Governatore, sarebbero piene degli stessi “errori” per i quali il listino del Celeste è, al momento, escluso dalla competizione.

Riepiloghiamo:

Punto uno: i Radicali non hanno raccolto sufficienti firme per presentarsi alle elezioni e hanno fatto un esposto contro le liste di Penati e Formigoni.

Punto due: Formigoni è stato escluso perché, secondo l'ufficio centrale della Corte d'Appello, ha presentato almeno 514 firme non buone su 3.935 consegnate a fronte delle 3.500 richieste: in 126 casi manca il timbro tondo sui moduli, in 121 la data dell'autentificazione, in 229 il luogo e in 28 la qualifica di chi autentica. Per la lista Penati Presidente (sostenuta dal Pd) solo 173 firme su 3.968 sono state rifiutate dalla Corte.

Punto Tre: a questo punto Formigoni ha voluto vedere le firme pro Penati e ha attaccato: “La lista provinciale del Pd di Lecco collegata al listino di Penati è priva di luogo e di data, quella dei Verdi di Como sempre collegata a Penati non porta nè luogo nè data e quella dell'Italia dei Valori di Varese non ha il luogo”.

Punto quattro: sabato decide il Tar. Poi qualcuno (Formigoni o i Radicali, verosimilmente) ricorre al Consiglio di Stato. Fra 23 giorni, forse, si vota comunque. Male che vada, si vota fra due mesi.

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