Expo 2015: D'Alema bacchetta Renzi

Il "rottamato" più illustre richiama il Presidente del Consiglio dalla Festa dell'Unità di Firenze: "Riconosca il lavoro degli altri"

Expo 2015 - Massimo D'Alema non ci sta. Non ci sta a ricoprire non-ruoli (è uno dei più illustri "rottamati" da Renzi, almeno sulla carta) e non ci sta che il giovane e rampante Presidente del Consiglio si prenda i meriti (se ce ne saranno, naturalmente) dell'Expo.

Anche ieri sera, ospite da Bruno Vespa, Renzi lo ha citato come esempio virtuoso di quel che funziona in Italia: da uomo di marketing politico, non certo da statista (o simili), il premier tende a mettere il cappello su tutto quel che gli sembra poter fare al caso suo per mostrarsi bravo. Anzi, per mostrarsi il migliore.

Dovrebbe essere abbastanza ovvio ai più che l'Expo 2015 (con tutti i suoi problemi e le possibilità che offre) non possa essere annoverato fra le conquiste (vere o presunte) del governo Renzi.

D'Alema ci ha tenuto a ricordarlo, proprio in casa di Renzi, alla Festa dell'Unità di Firenze:

«Il presidente del Consiglio vuole fare leva sull'Expo come una grande opportunità di crescita per il paese. Ma l'Expo è stato conquistato dal Governo Prodi e dal ministro degli Esteri D'Alema».

E ha anche aggiunto:

«Il presidente del Consiglio potrebbe garbatamente riconoscere il lavoro degli altri e si andrebbe tutti più d'accordo».

Quindi, la stoccata finale:

«Qualche volta dà l'impressione di essere più gentile nei confronti di Berlusconi che nei confronti del precedente gruppo dirigente del PD»

Expo 2015 - Massimo D'alema contro Renzi

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