Mario Balotelli: da Milano al Sudafrica



I ripetuti scontri registrati a Milano negli ultimi anni nei quartieri dove risiedono le comunità di immigrati ha reso il capoluogo lombardo un po’ meno cosmopolita quindi, a tratti, inadatto alla prossima esposizione universale.

La moda, da sola, non basta per ridare a Milano il lustro che progressivamente a perso in Via Paolo Sarpi e in Via Padova. Si deve, necessariamente, ragionare anche su altro. Sullo sport ad esempio.

Le istituzioni, se davvero credono nell’integrazione, dovrebbero seguire l’esempio della Padania e fare di Mario Balotelli, calciatore interista spesso al centro di episodi razzisti, un ambasciatore chiedendo pubblicamente la sua presenza nella nazionale di Marcello Lippi.

Lui, al momento, più di altri potrebbe rappresentare la Milano di cui tanto ci si farcisce la bocca nei vari dibattiti pubblici dedicati agli immigrati regolarmente residenti in Italia.

Speriamo solo che oltre ad essere un simbolo sia il suo talento a farci sognare. Dote che secondo Umberto Bossi, leader della Lega Nord, serve solo per arginare una falla provocata dal perpetuato utilizzo dei giocatori stranieri.

“Se serve per tamponare una falla - ha dichiarato il leader della Lega Nord commentando la partecipazione di Mario Balotelli in nazionale - piuttosto che perdere, si può tamponare. In Italia, a furia di usare gli stranieri, non ci sono più giovani campioni, non ci sono più attaccanti”.

Al di là dell’apparente scontro tra la Padania e il proprio punto di riferimento le dichiarazioni di Umberto Bossi sono da considerarsi vere?

Stando a quanto pubblicato da wikipedia Mario Balotelli di anni 20 è italiano da anni 18.

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