Peste, Streghe e Re Magi: le foto della visita guidata

itinerario Peste Streghe e re Magi

Giorni ideali, quelli del week end, per partecipare alle iniziative del Comune di Milano sui luoghi magici, cruenti, esoterici di cui già vi avevamo anticipato Giovedì. Chi li avesse persi per dimenticanze o legittimi impedimenti non si disperi: si prosegue anche settimana prossima con altri interessanti itinerari.

Vi racconterò brevemente il percorso “Peste, Streghe e Re Magi” di Sabato mattina, corredandolo di qualche foto per chi volesse ripercorrerne in solitaria le gesta. Si parte dall'incrocio di 4 vie del Carrobbio, dove – chi l'aveva notato? - ci sono i resti, semi-nascosti e semi-integrati dalle case, di una torre romana. Un pannello illustrativo irrimediabilmente danneggiato dai writer sarebbe lì per ricordarlo.

Questo un tempo era luogo malfamato, rifugio di briganti e truffatori. Nel medioevo venne eretto anche un lazzaretto e leggenda vuole che la notte si odano ancora gemiti e lamenti dei malati in attesa del trapasso. Gli abitanti di Corso Ticinese però vi diranno che la notte si è subissati da altri rumori...

itinerario Peste Streghe e re Magi
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Continuando si giunge in via Mora, una traversa che collega Porta Ticinese con Via Correnti. Qui venne eretta la Colonna Infame. La storia merita di essere raccontata. Siamo nel 1630, due comari affacciate alla finestra notano un uomo che cammina a ridosso dei muri delle case. L'uomo desta sospetti per il suo modo di fare ambiguo, per quel cappello che gli copre il volto. Le donne scendono in strada e notano delle macchie gialle sul muro. Sicuramente si tratta di un untore! Viene tosto avvisato il Capitano di Giustizia che, dopo una veloce perlustrazione, conferma: si tratta certamente di un'unzione pestifera di qualche alfiere di satana.

L'uomo che si aggirava sospetto e mattiniero per le vie circostanti viene individuato e subito arrestato. Si tratta di tale Guglielmo Piazza, un ignaro commissario della sanità. Lui ovviamente nega di essere un untore, ma dopo atroci torture è costretto ad ammettere la sua colpevolezza e quella di un complice, tal Giangiacomo Mora, il suo barbiere. La gendarmeria controlla nella bottega di quest'ultimo e trova (guarda un po') materiale sospetto. Senza farsi troppi problemi decide di arrestarlo e torturarlo. I processi, se correlati di tortura, danno sempre i risultati attesi...

Così anche Giangiacomo è costretto ad ammettere la sua colpevolezza, gli viene segato un braccio, viene messo alla ruota, il suo cadavere bruciato ed il suo corpo, o meglio le briciole che ne restano, gettato nel fiume. La stessa fine la fa Piazza, lo spione che ha dato il via a questa macabra storia. La casa del Mora viene demolita ed al suo posto eretta la cosiddetta colonna infame che ora non c'è più, perché è stata abbattuta nel 1778, nel periodo dei Lumi. Al suo posto una lapide ed una scultura ricordano il martirio dell'innocente barbiere.

itinerario Peste Streghe e re Magi
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Da qua al luogo simbolo delle torture e delle decapitazioni il passo è breve. Piazza Vetra, un tempo, era circondata dall'Olona, i nomi delle vie vicine (tipo via della chiusa) ricordano i corsi d'acqua che furono. Si può dire che piazza Vetra sia il luogo più carico di influenze nefaste di tutto Milano, la Piazza Statuto meneghina.

La gogna si trovava al fianco della colonna in quella zona del parco delle basiliche che nelle calde giornate è popolata di emo, probabilmente inconsciamente attratti dall'aurea nefasta della zona. Oppure dalla possibilità di bere e fumare indisturbati. Ci vorrebbero pagine per raccontare le storie di tutti coloro che qua videro la morte per torture o decapitazione. Catari, carbonari presunte eretiche (tra cui basta ricordare Guglielmina la Boema), streghe, ladri ed assassini. I cadaveri e le ceneri venivano gettati nell'Olona. Il Gange oggi, al confronto, è acqua di sorgente!

In piazza Vetra lavoravano i Vetraschi, gli antichi conciatori di pelle, questo forse può completare il quadretto e rendere immaginabile l'olezzo che regnava in quello che oggi è un ridente parchetto (certo, negli anni 80' non era così). C'è da dire che per i ricchi questa zona era off limit; le loro esecuzioni, meno feconde di contorni sinistri, avvenivano altrove. Il patibolo venne levato dalla Vetra nel 1814.

itinerario Peste Streghe e re Magi
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Da piazza Vetra ci si incammina verso la paleocristiana Sant'Eustorgio, la basilica con il campanile più alto di Milano, che deve il nome ad un vescovo antecedente a Sant'Ambrogio. Durante il trasporto delle reliquie dei Re Magi i muli creparono dalla fatica e qui venne eretta la basilica.

All'interno si trovano i resti di san Pietro Martire, che fu ucciso con una pugnalata alla testa. Vicino alla piccola “zona verde” della piazza una statua su una colonna ricorda il "delitto". Fateci caso, un pugnale è conficcato sulla testa del martire. Proprio per questo si dice che san Pietro sia il protettore del mal di testa, ma per chiedere che questo fastidio venga scacciato per tutto l'anno, si deve attendere il 29 maggio.

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